Legge privacy 675 analisi dei rischi ©CONSULENTIPRIVACY.IT 1998-2010

 

 Home     Articoli sulla Privacy


 


 

 

 

Sconfitte le major discografiche in due processi P2P. Si aprono interessanti conseguenze.

Sconfitte le major discografiche in due processi P2P. Si aprono interessanti conseguenze.

http://webmasterpoint.org

 

In due processi, uno negli Stai Uniti e uno in Olanda, due tribunali hanno dato torto a due associazione per i diritti discografici che avevano denunciato due utenti per un prresento uso di P2P illecito. Ecco l’intera vicenda.
Sui forum, blog e siti soprattutto americani sta destando molta attenzione e scalpore la vicenda di una donna Debbie Foster che, dopo essere stata denunciata dalla associazione discografica Usa con l’accusa di avere scambiato tramite sistemi di P2P brani musciali e canzoni, ha rifiutato di patteggiare con la RIAA pagando una muota di 5.000 ed č andata in tribunale dove ha facilmente vinto.

Non solo: la RIAA ha dovuto pagare tutte le spese legali dell’intero processo.

Debbie Foster ha vinto la causa dopo che il suo avvocato aveva chiesto delle informazioni basilari sulle prove che avesse in mano l’associazione discografica USA per acccusare la sua assistita come il il numero ip, il nome dei files condivisi, la data dei presunti scambi.

Ma, in maniera abbastanza sorprendente, la RIAA non č riuscita a fornire nessuno di questi dati e, dunque, Debbie Foster ha vinto facilmente la causa.

A questo punto la domanda riccorrente sul web č, logicamente la seguente: le major discografiche e cinematografiche non sono in possesso di prove reali quando denunciano gli utenti internet accusandoli di P2P illegale ? E, quindi, suq auli basi fanno scattare queste denunce se non conoscono neppure il numero Ip di connessione ?

In queste ultime settimane, numerose associazioni musicali e cinematografiche hanno richiesto l’aiuto dei provider per ottenere il nome dei propri abbonmati sospettati di scambio files illegale. ( Gli internet provider dovranno bloccare i propri utenti che usano il P2P? )

Ma, una altra sentenza, questa volta in Olanda,  ha negato alla associazione antipirateria olandese che un provider fornisse nomi e cognomi di possibili utenti sospettati di scambiare files illegali dopo essere individuati attraverso software comunemente usati per tracciare le attivitā dell’utenza Internet.

Il tribunale olandese ha affermato che tali software e pratiche possono essere accettate negli Stai Uniti, ma non in Olanda dove infrangono la privacy di cui gode il cittadino.

Vita dura, dunque, per le major…sia negli Usa che nella nostra cara vecchia Europa.

 

atlantic drugs