May 25, 2006
PRIVACY UE: VERSO L’APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI DISPONIBILITA’
PRIVACY UE: VERSO L’APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI DISPONIBILITA’
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Per i Garanti Ue la cooperazione giudiziaria deve essere accompagnata da precise garanzie a protezione dei dati personali.
Potenziare gli scambi di dati e la circolazione delle informazioni per le indagini penali e le attivita’ giudiziarie in Europa e’ un obiettivo pienamente legittimo, ma deve accompagnarsi all’armonizzazione delle garanzie di protezione dei dati a livello europeo e all’effettiva applicazione di tali garanzie.
Le Autorita’ di protezione dati riunite a Budapest in occasione dell’annuale Conferenza di primavera (24-25 aprile 2006) hanno ribadito in una Dichiarazione adottata all’unanimita’ che l’applicazione del principio di disponibilita’ stabilito nel Programma de L’Aja del novembre 2004 deve associarsi a standard di privacy particolarmente elevati ed armonizzati nella massima misura possibile a livello dell’Ue.
Secondo il principio di disponibilita’, a partire dal 2008, infatti, tutti i dati in possesso delle autorita’ giudiziarie e di polizia dei singoli Paesi Ue dovranno essere accessibili, in linea di principio, a tutte le omologhe autorita’ degli altri Paesi.
Ai lavori della Conferenza era presente l’intero collegio del Garante italiano. Le sessioni di lavoro hanno visto la partecipazione del Presidente, Francesco Pizzetti, intervenuto sulle problematiche poste dall’utilizzo dei sistemi Rfid, le cosiddette “etichette intelligenti” e del segretario generale, Giovanni Buttarelli, che ha trattato il tema dei dati genetici.
I Garanti europei hanno dunque richiamato parlamenti nazionali e governi ai rispettivi compiti.
I primi sono invitati a vigilare affinche’ i governi nazionali mettano in atto i principi di protezione dei dati che la Commissione ha fissato in una proposta di decisione-quadro (che dovra’ essere adottata dal Consiglio Ue) riguardante proprio la tutela dei dati personali oggetto di trattamento nell’ambito delle attivita’ di cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale.
I secondi, ossia i governi, sono invitati a rispettare e potenziare le liberta’ civili dei cittadini che vivono nell’Unione europea, tenendo conto dei principi di protezione dati sopra ricordati nell’adottare e attuare disposizioni che incrementino e facilitino la circolazione delle informazioni fra le autorita’ giudiziarie e di polizia




