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Privacy: alberghi e clienti, tutela dati personali

Privacy: alberghi e clienti, tutela dati personali

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I gusti, le abitudini, i tempi di pernottamento dei clienti “schedati” e custoditi per conoscere meglio e anticipare le loro richieste. I dati sensibili raccolti all’insaputa degli interessati, che né al loro arrivo in albergo né al momento di aderire ad un programma di fidelizzazione, venivano adeguatamente informati dell’uso che sarebbe stato fatto dei dati inseriti nei moduli che avevano compilato. Per poi rendersi conto di tale modalità illecita soltanto quando, in caso di successivi soggiorni, venivano proposti servizi analoghi a quelli già richiesti oppure arrivava a casa pubblicità. Il Garante della Privacy ha condannato la condotta scorretta di una grande catena alberghiera italiana, che non solo utilizzava scorrettamente i dati personali per fornire i servizi richiesti, ma anche per definire i “profili” dei clienti allo scopo di proporre servizi mirati in caso di ulteriori visite e per trasmetterli ad altre società (società di noleggio, compagnie aeree). Il provvedimento dell’Autorità, che ha predisposto alla catena alberghiera nuove modalità per il trattamento dei dati, costituisce un segnale forte della nuova fase di azione che l’Autorità ha avviato svolgendo un’attività ispettiva programmata e finalizzata a estendere la difesa dei diritti dei cittadini anche al concreto e incisivo controllo del rispetto delle norme e dei provvedimenti del Garante, a cominciare dai settori di attività che più direttamente e immediatamente incidono sugli utenti di grandi comparti di servizi.

 

 
 I gusti, le abitudini, i tempi di pernottamento dei clienti “schedati” e custoditi per conoscere meglio e anticipare le loro richieste. I dati sensibili raccolti all’insaputa degli interessati, che né al loro arrivo in albergo né al momento di aderire ad un programma di fidelizzazione, venivano adeguatamente informati dell’uso che sarebbe stato fatto dei dati inseriti nei moduli che avevano compilato. Per poi rendersi conto di tale modalità illecita soltanto quando, in caso di successivi soggiorni, venivano proposti servizi analoghi a quelli già richiesti oppure arrivava a casa pubblicità. Il Garante della Privacy ha condannato la condotta scorretta di una grande catena alberghiera italiana, che non solo utilizzava scorrettamente i dati personali per fornire i servizi richiesti, ma anche per definire i “profili” dei clienti allo scopo di proporre servizi mirati in caso di ulteriori visite e per trasmetterli ad altre società (società di noleggio, compagnie aeree). Il provvedimento dell’Autorità, che ha predisposto alla catena alberghiera nuove modalità per il trattamento dei dati, costituisce un segnale forte della nuova fase di azione che l’Autorità ha avviato svolgendo un’attività ispettiva programmata e finalizzata a estendere la difesa dei diritti dei cittadini anche al concreto e incisivo controllo del rispetto delle norme e dei provvedimenti del Garante, a cominciare dai settori di attività che più direttamente e immediatamente incidono sugli utenti di grandi comparti di servizi.

 
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