January 27, 2006
Per i dati sanitari i pericoli si moltiplicano
PER I DATI SANITARI I PERICOLI SI MOLTIPLICANO
La cruciale importanza di una gestione corretta delle informazioni sulla storia medica di un individuo
Roma
È emergenza privacy nel mondo della sanità. In particolare destano preoccupazione le delicatissime banche dati che sono in possesso delle Asl, con i profili dettagliati dei pazienti. Banche dati che nella maggior parte dei casi sono gestite da ditte private, che hanno in appalto i sistemi informatici delle aziende sanitarie. È dunque alto il rischio che i profili dei vari malati finiscano indebitamente nelle mani sbagliate, senza che il paziente stesso possa esercitare il necessario controllo sulle proprie informazioni personali.
A fare il punto sulla situazione sarà il convegno romano di mercoledi, 28 giugno, Sicurezza informatica nelle ASL e la Privacy dei dati Sanitari, promosso da Link Campus University of Malta, filiazione italiana dell´Ateneo di Stato Maltese (dalle 9.30 a Via Nomentana, 335). «Il problema della privacy e della gestione dei dati sanitari è cruciale, vista la progressiva diminuzione della tutela dello Stato, indotta anche dalle restrizioni di spesa pubblica, con l´aumento del ricorso alle assicurazioni private: c´è il rischio che le assicurazioni finiscano con lo scegliersi i clienti possedendone la storia sanitaria, rifiutando chi sta male», osserva Pasquale Russo, coordinatore dei centri di ricerca della Link.
All´incontro parteciperanno, tra gli altri, il Garante della Privacy, Franco Pizzetti, il direttore del Centro alta tecnologia della Link University, Paolino Madotto e il presidente della stessa Link, Vincenzo Scotti. Tra i relatori anche diversi esponenti del mondo della sanità pubblica.
Nel corso della mattinata sarà presentata una ricerca confezionata dall´ateneo, che mette in evidenza come il problema della sicurezza dei dati sanitari non sia stato ancora affrontato adeguatamente, salvo rarissime eccezioni.
Dall´esame condotto su di un campione di 156 Asl su un totale di 197, è emersa, come spiegano i promotori, una situazione di «grave inadeguatezza rispetto alle norme previste dalla legge sulla privacy». Il 28 febbraio scorso, infatti, è scattato l´obbligo per la pubblica amministrazione di dotarsi di regolamenti, predisposti anche secondo schemi-tipo autorizzati dal Garante, contenenti gli standard per il trattamento dei dati sensibili, secondo la legge 196/03.
A quanto pare nel mondo della sanità questa normativa deve ancora essere recepita nei fatti e tradotta in piena operatività. Quello che manca, oltre ai fondi e agli strumenti adeguati, sembra essere un´adeguata cultura della privacy, che in altri paesi è già da tempo un imperativo.
«La Link Campus ha voluto affrontare questo tema, legato ad un diritto della persona, andando ad analizzare il settore che detiene le informazioni più sensibili e delicate per i cittadini, cioè le banche dati sanitarie», spiega Russo. «L´indagine – prosegue – è stata fatta fra gennaio e febbraio 2006, proprio a ridosso della scadenza dell´ennesima proroga che ha avuto la legge 196 che è del giugno 2003, che quindi ha avuto 3 anni di proroghe».
Questa situazione di anomalia è alla base della costituzione da parte della Link Campus di un Osservatorio Permanente, istituito con la scopo di monitorare gli auspicabili miglioramenti che verranno realizzati. L´Osservatorio sarà inizialmente costituito da Link Campus, Intermedia, AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica), SIMG (Società Italiana Medicina Generale) e da Eurispes. Un progetto di ampio respiro, secondo gli organizzatori, che vuole proporsi in futuro come un appuntamento fisso per il mondo della ricerca sociale.




