January 27, 2006
Il Garante Privacy sul Spionaggio Fiscale: il ruolo delle banche dati
Il Garante Privacy sullo Spionaggio Fiscale: il ruolo delle banche dati
“Siamo davanti a un fenomeno rischiosissimo: le grandi banche dati sono un pericolo di per se’”. Lo ha dichiarato oggi il Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti su Repubblica RadioTv. Ha poi aggiunto che “il problema e’ verificare come sono trattati i dati”. “I dati servono, le banche dati servono – spiega Pizzetti – pero’ queste devono essere protette. Se i dati sono rubabili, o dall’esterno o peggio ancora dall’interno, e’ possibile che chi ha il diritto di conoscerli per compiti istituzionali, li conosce, se li vende, li tratta, li offre per un’attivita’ di spionaggio o di dossieraggio: e’ chiaro che il paese e’ in grandissimo pericolo. Un pericolo vero, reale”. Sul trattamento dei dati il Garante rileva due problemi. In primo luogo, “i dipendenti hanno il diritto di utilizzare questi dati per compiti istituzionali, non per altri motivi: qualunque altro motivo rende illecito il trattamento”. Inoltre, “il modo con cui e’ organizzata l’anagrafe onsente di sapere una quantita’ incredibile di informazioni ben al di la’ del dato pubblico della dichiarazione dei redditi”. “Abbiamo un’iniziativa ormai da un anno e mezzo con Telecom e con tutti i gestori telefonici – dice poi sull’attivita’ di controllo – abbiamo gia’ fatto una serie di provvedimenti. Uno dei quali riguarda i dati di traffico di tutti i gestori telefonici, che e’ uno dei dati piu’ pericolosi perche’ si puo’ risalire a tutte le chiamate effettuate da un utente negli ultimi 5 anni”.




