January 8, 2006
Giappone: Grattacieli minano la privacy imperiale
Giappone. Grattacieli minano la privacy imperiale
Non sono solo i comuni mortali a dover faticare per difendere la propria privacy: la famiglia imperiale giapponese, la cui sontuosa dimora è situata nel cuore di Tokyo, si deve difendere da sguardi indiscreti che potrebbero addirittura ”puntare” verso le stanze private di principesse e imperatori, a causa dei nuovi e sempre più alti grattacieli in costruzione nella zona circostante.
L’allarme è stato lanciato dall’Ente della Casa imperiale, preoccupato per la costruzione di due nuovi edifici alti 200 e 180 metri, situati a ridosso del grande parco che protegge dal mondo esterno la vita della Corte, una delle più ”impenetrabili” del pianeta.
I funzionari dell’Ente temono il ripetersi di un increscioso incidente, avvenuto nel 2002, quando ci si rese conto che dai ristoranti al 37/esimo piano del Marunouchi Building, in una zona tra la stazione centrale di Tokyo e i giardini della residenza imperiale, non solo si dominava l’intero parco ma si poteva anche sbirciare nel cuore del sontuoso palazzo.
Adesso il problema si ripresenta, forse anche in maniera più grave, dato che i due nuovi edifici in costruzione circonderebbero l’augusto complesso e moltiplicherebbero così il numero di potenziali curiosi della vita di Corte.
I funzionari hanno addirittura svolto una simulazione al computer e verificato che le finestre degli appartamenti reali sarebbero visibili dai piani più alti dei nuovi grattacieli.
L’Ente Imperiale stavolta però si è mosso in anticipo e ha chiesto all’impresa di costruzioni, la Mitsubishi Estate, di non posizionare ristoranti ai piani alti sul versante rivolto verso il palazzo. Quanto ai responsabili del progetto, hanno fatto sapere che ”ancora non sono state prese decisioni specifiche riguardo all’utilizzo dei singoli piani”.
I nuovi grattacieli, in costruzione dallo scorso aprile, saranno distanti circa 1.400 metri in linea d’aria dalla residenza del Mikado.
Segno dei tempi e dell’inevitabile progresso, il problema della privacy imperiale sarebbe stato inconcepibile solo fino a pochi anni fa. Mentre in passato esistevano leggi estremamente severe in materia di urbanistica nella zona in questione (come quella, abrogata nel 1963, che limitava a 31 metri l’altezza massima degli edifici circostanti), nel corso del tempo si è assistito a un costante ampliamento della libertà dei costruttori e delle possibilità del mercato immobiliare.
L’ultimo provvedimento di legge, varato nel 2000, ha innalzato la soglia entro la quale è possibile costruire da 109 a 200 metri di altezza, dando il via libera all’edificazione di veri e propri grattacieli nell’area del palazzo imperiale.
L’Ente Imperiale deve così arrangiarsi come può, cercando di convincere i costruttori a tener presente la delicata questione della ”privacy” in fase di progettazione.
Nel 2002, ingegnosi funzionari di Corte avevano spostato due alberi di canforo (alti più di 16 metri) davanti alla veranda imperiale, ottenendo però scarsi risultati.
L’espediente più funzionale sembra per adesso la ricopertura delle finestre con una speciale pellicola trasparente, che permette la visione verso l’esterno ma non il contrario. Sembra che questo metodo sia gia’ stato utilizzato per le stanze del principe Akishino, e forse non e’ un caso, dato che dai primi di settembre, con la nascita del possibile erede al trono nipponico, c’e’ da aspettarsi un’ondata di prenotazioni nei ristoranti con ”vista imperiale”.




