Legge privacy 675 analisi dei rischi ©CONSULENTIPRIVACY.IT 1998-2010

 

 Home     Articoli sulla Privacy


 


 

 

 

Forum PA, pochi investimenti per tecnologia e privacy

Privacy e tecnologiaForum PA, pochi investimenti per tecnologia e privacy

articolo di  Federica Forte pubblicato su”La Repubblica”

Lo Stato italiano è a bassa densità tecnologica, la pubblica amministrazione spende poco e male in tecnologie informatiche, tanto che per il prossimo futuro si intravede il rischio di arretramento. Il rapporto Aitech-Assinform (l’associazione delle imprese hi-tech che fa capo a Confindustria) sull’Italia dell’Ict, presentato in occasione del diciassettesimo Forum PA, non è certo confortante. In ogni caso, al di sotto delle aspettative, se si considera che l’ultimo governo italiano aveva scommesso molto sullo sviluppo della tecnologia al servizio del cittadino, creando persino un ministero ad hoc.

Nei padiglioni della Fiera di Roma che ospitano il Forum della Pubblica Amministrazione, non c’è traccia del ‘miracolo’: le code agli sportelli, le interminabili liste d’attesa, la giungla burocratica, tutti godono di ottima salute, anche se non mancano le punte di eccellenza, soprattutto nel settore sanitario. Il futuro, invece, riserva qualche sopresa; anche se è evidente che le amministrazioni pubbliche, più che investire sul miglioramento del rapporto col cittadino e dei servizi offerti, preferiscono risparmiare. Cosa possibile, ad esempio, grazie all’uso del VoIP (Voice over Internet Protocol), che trasferisce i servizi telefonici su rete informatica: gli uffici pubblici comunicano tra loro non più via telefono, ma tramite il pc, e il risparmio (solo sulle chiamate) sfiora il 60%.

Digitale terrestre. Ancora in stallo, invece, tutti quei servizi – e non sono pochi – fruibili tramite digitale terrestre: dal pagamento del bollo dell’auto alla prenotazione e consultazione dei referti sanitari senza muoversi da casa (la privacy è garantita da tessere personali con chip, simili a una Sim card), incluse le noiose trafile di richieste di certificati, ecc. Basterebbero una tv, un decoder e un telecomando. Ma il digitale terrestre – il cui lancio, previsto per gennaio 2006, è stato rimandato a data imprecisata – resta ancora lontano, così come tutti i possibili, comodi scenari ad esso correlati.

M-government. Le amministrazioni, nel frattempo, puntano sull’m-gov: vogliono semplificarci la vita con servizi che passano dal telefonino, sicuri, così, di raggiungere un pubblico vastissimo (alzi la mano chi non ha il cellulare). Un esempio: un sms o un solo squillo dal telefono ci permetterà di attivare (e contemporaneamente pagare) il parcheggio in centro, andare tranquilli al lavoro o a fare shopping, senza avere l’incubo della scadenza del bigliettino esposto sul cruscotto: la sosta viene disattivata con un altro squilletto.

Web semantico. Un ruolo chiave nel futuro delle PA è rappresentato dal web semantico, la nuova frontiera del web che permetterà ad archivi e database di comunicare più facilmente e in modo intelligente, grazie all’uso dei concetti: lo stesso computer sarà in grado di valutare il significato della stringa, superando così anche il problema della lingua. La strada è ancora lunga, ma il percorso è inevitabile, e già si pensa ai possibili usi per snellire burocrazia e personalizzare le informazioni.

Tecnologie biometriche. Affascinanti, e probabilmente di prossima applicazione anche in Italia, le tecnologie biometriche, basate sul riconoscimento facciale, l’impronta digitale o l’iride, in grado di digitalizzare una caratteristica morfologica (più o meno inconfondibile) dell’individuo per poi utilizzarla nei sistemi di controllo degli accessi in aree riservate o, ad esempio, negli aeroporti, dove è indispensabile ma faticoso controllare flussi di persone. Tutti casi in cui va garantita la massima sicurezza (ma anche il rispetto dei dati personali). Ne sono esempi il passaporto elettronico, in uso negli Stati Uniti, o il permesso di soggiorno elettronico, ancora un prototipo.

Sanità. E’ nel campo sanitario, però, che si riscontra il numero più alto di servizi ad alta tecnologia, di facile comprensione per la maggioranza delle persone. Anche qui, l’obiettivo primario è risparmiare: largo allora ai sistemi di controllo e di assistenza del paziente a distanza, alla teleconsulenza (sempre più diffusa, che in Piemonte ha permesso di tagliare dell’80% la spesa dei trasporti), all’identificazione radio di farmaci e archivi per tenere traccia, ad esempio, dei percorsi di un carrello all’interno di un ospedale o per la gestione efficiente di un magazzino. Per i piccoli comuni che non hanno presidi sanitari o farmacie, dispositivi ad hoc permettono all’utente di interfacciarsi col farmacista più vicino o con un addetto della Asl in videoconferenza, per gestire la prenotazione di una visita o il referto di un esame (tramite scanner), o per erogare un medicinale. Indispensabile, in questi casi, la tessera sanitaria, che in futuro potrà contenere persino la ricetta medica. A testare l’innovazione saranno dieci comuni di Abruzzo e Piemonte, oltre all’aeroporto di Fiumicino.

La cultura dello sviluppo e della semplificazione, però, resta un obiettivo distante, se è vero – come emerge da uno studio dell’Osservatorio sui fabbisogni formativi della Scuola superiore della pubblica amministrazione – che sempre meno dipendenti pubblici partecipano alle attività formative. “Eppure la cultura informatica”, spiega il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, “insieme allo snellimento di ruoli e strutture e ad investimenti mirati, è il primo passo verso una burocrazia efficace, oltre che efficiente”.

 


Parse error: syntax error, unexpected ';', expecting T_STRING or T_VARIABLE or '$' in /home/privacy/public_html/articoli/wp-content/themes/Londraweb/footer.php on line 42