May 19, 2006
Costume: la scienza copia i reality, bebè sarà spiato
Tratto da http://jugo.it
Ricordate ”The Truman show”, il film dove un assicuratore, interpretato da Jim Carrey, un bel giorno scopre che tutta la sua vita altro non è che un grande reality show? Truman Burbank era, suo malgrado, il protagonista del programma di maggior successo della storia del piccolo schermo: fin dall’infanzia, 24 ore su 24, la sua vita era seguita da telecamere e tutto l’ambiente che lo circondava era un immenso studio televisivo, all’interno del quale lavoravano solo attori e comparse.
Il film, tanto originale quanto inquietante, torna ora prepotentemente d’attualità dopo la notizia di un nuovo studio del Media Lab – Massachussett Institute of Technology (MIT) di Boston. Il ricercatore Deb Roy ha infatti annunciato, alla rivista scientifica New Scientist, che ”spierà” i primi tre anni di vita di suo figlio, un neonato di appena 9 mesi. Il progetto, denominato ”speech home”, mira a comprendere i processi legati all’apprendimento del linguaggio. E per farlo Deb Roy ha pensato bene di coinvolgere tutta la sua famiglia, mettendola sotto stretta osservazione con un complesso sistema di telecamere e microfoni.
La ricerca garantisce comunque qualche ora di intimità, precisamente 12 su 24, ma nessun giorno di ”riposo”. Le telecamere si attivano dalle otto del mattino alle venti di sera e vengono spente solo nei momenti in cui va necessariamente preservata la privacy della famiglia. Trascorsi i tre anni, il ricercatore avrà così a disposizione un’immensa quantità di dati relativi alle esperienze del bambino, a partire dai primi esercizi vocali, fino ad arrivare ai primi dialoghi.
Quanto basta per permettere a Roy e ad un gruppo di psicolinguisti di analizzare i processi dello sviluppo linguistico del bambino, nella speranza di capire se l’acquisizione delle capacità di utilizzare un linguaggio ”fluente” sia semplicemente il risultato dell’ascolto oppure abbia radici di tipo genetico.


