January 4, 2012
Conti correnti e privacy
Conti correnti e privacy
Pare non essere legittima sul piano europeo, o meglio non costituzionale, la norma del decreto legge che dal 2 gennaio, in funzione anti-evasione fiscale, obbligherà gli intermediari finanziari a comunicare all’ Agenzia delle Entrate tutte le movimentazioni relative a operazioni finanziarie di tutti i cittadini. A dirlo è il Garante Europeo aggiunto della Privacy. Cio’ che non va è la raccolta indiscriminata, il fatto che si realizzerebbe uno screening preventivo di massa su tutti i contribuenti. Strasburgo boccia questa ingerenza sproporzionata nella vita privata. L’ Italia non riuscirebbe a dimostrare che questa ingerenza è una condicio sine qua non per il contrasto all’evasione, a fronte di altre misure possibili.
Per Giovanni Buttarelli “intensificare i controlli a fini fiscali è doveroso, ma la soluzione sui conti bancari suggerita al governo non è praticabile”. L’ Italia deve difatti rispettare gli obblighi internazionali e, tra questi, la copiosa giurisprudenza della Corte di Strasburgo e il Trattato di Lisbona parlano chiaro a tutela della privacy. Lo scopo della legge difatti è elaborare “specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione”. La schedatura non servirebbe a raccogliere elementi di raffronto a carico di potenziali evasori già individuati, ma ad affidare a sofisticati software la profilazione centralizzata di liste di possibili sospettabili, a carico dei quali un futuro ed eventuale controllo potrebbe anche essere negativo. Si finirebbero per acquisire miliardi di dati trasmessi da banche e altri operatori, dati che in larga parte riguardano non il fisco, ma la vita di tutti i giorni e, talvolta, la sfera intima delle persone. E ciò quand’ anche i dati bancari non fossero poi utilizzati, o non portassero pregiudizio (quale non è essere obbligati a pagare le tasse) o fossero custoditi in modo sicuro. Non è un caso che una misura così non ci sia in alcun Paese europeo. Non è un problema specifico dei dati bancari: dai dati telefonici a Internet, dai biglietti aerei al Dna, le iniziative che si intromettono in modo sproporzionato nella sfera personale degli individui sono sotto la lente delle Corti che le cassano una a una. E dal 2 gennaio cosa rischia di accadere? «Strasburgo a parte, chiunque potrebbe opporsi per motivi legittimi a che una banca invii questi dati al fisco. E chiedere al giudice civile di sollevare questione di costituzionalità». Con quale esito? «Scontato, se si guardano le pronunce della Corte costituzionale adottate dal 2007 e quest’ anno (n. 80 e 113) sull’incostituzionalità delle norme contrastanti con la Cedu come interpretata dalla Corte di Strasburgo.




