January 5, 2006
Chi vincera' la guerra dei dati?
Chi vincerà la guerra dei dati?
articolo di Marina Delvecchio
La Corte di giustizia europea ha dichiarato nullo l’accordo con gli Stati Uniti sul trasferimento dei dati dei passeggeri
Il 30 maggio la Corte di giustizia europea ha dichiarato nullo l’accordo stipulato tra Unione europea e Stati Uniti, in base al quale le compagnie aeree devono fornire a Washington i dati personali dei passeggeri in volo verso gli Stati Uniti. Le autorità di Bruxelles hanno tempo fino al 30 settembre per trovare una soluzione alternativa.
Soddisfatto l’Independent: “La motivazione degli Stati Uniti per una richiesta di informazioni così dettagliate non è mai stata convincente. Bisogna riconoscere al parlamento europeo, che ha presentato il ricorso alla corte, il merito di aver denunciato questa violazione della privacy. Ora bisognerà tenere sotto controllo Washington, che cercherà di sostituire il vecchio provvedimento con una serie di accordi bilaterali. Proprio il nostro governo, purtroppo, è tra i principali difensori dell’accordo. La battaglia per la protezione dei dati non è affatto finita”.
In Germania Die Welt scrive che “la sentenza rappresenta un successo per il parlamento europeo, ma non è certo una vittoria per quanto riguarda la difesa della privacy”. Il quotidiano spiega infatti che “in futuro gli Stati Uniti potrebbero riuscire a stipulare degli accordi simili bypassando l’assemblea di Strasburgo”.
El País fa notare che la Corte si è limitata a formulare un “giudizio tecnico”, senza entrare nel merito sul diritto alla privacy. E osserva: “Nel rinegoziare l’accordo, l’Unione deve assicurarsi che gli Stati Uniti non useranno questi dati per altri fini. Senza volerlo, la Corte di giustizia europea ha messo l’accento su un problema fondamentale: quello della fiducia transatlantica”.
Il quotidiano svizzero La Tribune de Genève mette in evidenza “il moltiplicarsi delle violazioni delle libertà individuali con il nobile pretesto della minaccia terroristica. Il nuovo accordo dovrebbe essere fondato su basi giuridiche molto più solide. Ma in questo momento l’Unione europea sembra troppo debole per resistere alle pressioni di Washington. Gli Stati Uniti avrebbero bisogno di un interlocutore autorevole che gli ricordi i principi liberali su cui sono fondati e che invece continuano a violare”.


