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Privacy nel Regno Unito: e' allarme

Privacy nel Regno Unito: e’ allarme

Articolo di Matthew Jones e Mark Trevelyan

LONDRA (Reuters) – Il garante britannico per la privacy ha dato oggi l’allarme a causa del crescente tasso di intrusioni da parte dello Stato e delle aziende nella vita privata dei cittadini, definendo la Gran Bretagna, insieme alla Cina e alla Russia, “società endemicamente sorvegliate”.

Richard Thomas, garante della privacy, ha avvertito che si devono tracciare dei confini ben definiti sulla quantità e la qualità delle informazioni che il governo e le aziende possono raccogliere sugli spostamenti e le abitudini commerciali dei cittadini.

“Due anni fa avevo avvertito che c’era il pericolo di avviarsi senza accorgersene verso una società sorvegliata. Oggi temo che stiamo già vivendo in questo tipo di società sorvegliata”, ha detto Thomas.

A metà della classifica si trova l’Italia, che condivide lo stesso giudizio con Ungheria, Francia, Polonia, Portogallo, Cipro, Finlandia, Lussemburgo, Lettonia, Estonia, Malta e Argentina: “alcune salvaguardie, ma protezioni indebolite”.

Nel suo studio, che prende in considerazione 37 paesi, il gruppo per la difesa dei diritti civili Privacy International ha assegnato la maglia nera a pari merito a Gran Bretagna, Russia, Cina, Malaysia e Singapore, definendoli paesi che praticano una sorveglianza “endemica” nei confronti dei singoli individui.

Migliori, ma di poco, sono risultati Stati Uniti, Thailandia e Filippine, indicate come società in cui la sorveglianza è praticata in modo “estensivo”.

Lo studio è stato eseguito tenendo in considerazione 13 criteri, che vanno dalle protezioni costituzionali a quelle per evitare la videosorveglianza e le intercettazioni telefoniche.

La Germania il Canada si sono aggiudicati la palma d’oro nella classifica sulla protezione della privacy.

Piano sicurezza: 580 telecamere a Milano

Piano sicurezza: 580 telecamere a Milano
Controlli in Duomo, parchi e stazioni. «Questa è la città più videosorvegliata d’Europa»

http://corriere.it

Quasi seicento telecamere dislocate in ogni zona della città, i pattugliamenti nei parchi, i controlli dei phone center, il problema dei nomadi. Erano i ghisa che si occupavano soltanto degli incidenti stradali. Sono gli agenti di Polizia locale che hanno, come prima emergenza, quella della sicurezza. Ai telefoni della centrale operativa giungono ogni giorno circa 800 chiamate per altrettante richiesta di intervento. E, se fino a pochi anni fa erano quasi tutte telefonate per controversie stradali, oggi siamo quasi al 50 per cento fra interventi sulla viabilità e interventi sulla sicurezza. Ai quali si aggiunge l’altra emergenza degli ultimi anni: l’inquinamento acustico e le relative proteste per i rumori.

TELECAMERE — Milano ha il sistema di videosorveglianza più grande d’Europa, con 580 occhi elettronici attivi in diverse parti della città: in Stazione, nelle grandi piazze, in metropolitana, nei quartieri dell’Aler, nei parchi, nelle zone indicate come «obiettivi sensibili». Negli ultimi mesi sono state completate le installazioni e nei giorni scorsi c’è stata una riunione con i rappresentanti delle altre forze dell’ordine per definire un «protocollo di utilizzo sinergico delle immagini». Il sistema, attivo dal 2000, viene infatti gestito congiuntamente da quasi due anni con la polizia di Stato e i carabinieri. «Stiamo cercando di stabilire — spiega il comandante dei vigili, Emiliano Bezzon — se ci sono altre zone da presidiare e quali sono le tecnologie a cui ricorrere». Problemi di privacy, non ne esistono: le telecamere sono tutte denunciate al Garante e le immagini vengono visionate e utilizzate soltanto da carabinieri e polizia, per intervenire praticamente in flagranza di reato (soprattutto grazie alle postazioni disseminate nei parchi cittadini), o come prova d’accusa nei processi.

PARCHI — Anche qui, la vigilanza non è mai affidata soltanto alla Polizia Locale, ma si lavora in coordinamento con tutte le forze dell’ordine. «In questo periodo — spiega Bezzon — stiamo presidiando in particolare cinque parchi: il Cassinis, lo Strozzi, Monte Stella, Trenno e Lambro. Soprattutto in questi parchi, infatti, durante i fine settimana abbiamo elevate concentrazioni di sudamericani che danno problemi di rumore, degrado ambientale e che consumano alcolici malgrado l’ordinanza di divieto». Sono più di 50 i vigili che si alternano nel controllo, ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 23, con agenti di polizia e carabinieri: intervengono in caso di risse, sequestrano alcolici, rassicurano i cittadini che si sentono minacciati da questi gruppi di stranieri, alla ricerca più che altro di un posto dove fare comunità.

NAVIGLI — Altra questione è quella delle aree con alta concentrazione di persone. Come i Navigli, appunto: «Quest’anno — sottolinea Bezzon — abbiamo molte meno proteste per i rumori dei locali notturni, segno che ha funzionato il modello di autoregolamentazione voluto dal sindaco Moratti». Il Comune ha creato una sorta di sinergia fra commercianti e Polizia Locale e, al di là della parte di disturbo considerata «fisiologica», non ci sono più le impennate di schiamazzi che rendevano impossibile al vita ai residenti. Il modello potrebbe essere ampliato in altre zone dove l’alta presenza di persone aumenta la percezione di insicurezza: dal mercatino delle pulci di San Donato, alle Colonne di San Lorenzo, per fare gli esempi su cui sta lavorando la Polizia Municipale.

NOMADI — Rimane la principale emergenza del territorio. «L’allerta è elevata anche in agosto», conferma Bezzon. E, in particolare, crea disagi l’insediamento di via Triboniano: «Le nostre pattuglie sono presenti ogni giorno, anche per i problemi di degrado, e lavorano con i servizi sociali del Comune». Bezzon aggiunge che, «per mantenere condizioni igieniche appena accettabili», l’Amsa pulisce il campo ogni giorno da cima a fondo. Malgrado questo, però «la struttura assume perennemente l’aspetto di una discarica. E questo dà percezione di insicurezza nei cittadini».

 

Roma: traffico 'sorvagliato' e tutela privacy

Roma: traffico “sorvegliato” e tutela privacy

http://redazione.romaone.it

Si chiama “Real times Rome” ed è l’iniziativa che grazie a un software del Mit di Boston permetterà all’assessorato alla Mobilità di tener d’occhio in tempo reale i flussi dei mezzi pubblici e privati.
Essere a conoscenza in qualsiasi momento ed in tempo reale degli spostamenti su mezzi pubblici o privati dei cittadini romani per le vie della Capitale . Può sembrare la trama di un film fantascientifico ma invece e’ un progetto a cui l’assessorato capitolino alla mobilita’ sta in questo periodo lavorando per ottimizzare l’efficacia del trasporto pubblico locale.

“Real times Rome”, e’ questo il nome dell’iniziativa, porta il marchio del Mit di Boston ed e’ stato gia’ sperimentato a Saragozza e a Graz. Il sistema funziona in questo modo: attraverso un accordo siglato con Telecom Italia, la cooperativa di taxi Samarcanda, Atac e Google, i tecnici dell’assessorato riceveranno i dati aggregati sugli spostamenti dei mezzi pubblici e privati in tempo reale (ottenuti per la flotta di bus e taxi via satellite, per i mezzi privati con le cellule telefoniche distribuite nella citta’). Poi, grazie al software fornito dal Mit l’assessorato potra’ disporre in tempo reale di un’immagine dinamica dei flussi di spostamento a Roma.

”Monitoreremo solo i flussi aggregati – ha spiegato l’assessore capitolino alla mobilita’ Mauro Calamante – e non i singoli spostamenti, questo per tutelare la privacy di ciascun cittadino. Negli ultimi anni – ha aggiunto – il Campidoglio ha sviluppato progetti di diverso tipo che si basano proprio sull’uso delle nuove tecnologie. Si pensi, nel settore della mobilita’, al controllo satellitare della flotta di bus Atac, alle successive applicazioni sulle paline elettroniche e alla centrale del traffico dell’Atac. Partecipare a un progetto promosso da un soggetto prestigioso come il Mit di Boston – ha concluso l’assessore – e’ per noi un’occasione importante per capire come l’innovazione tecnologica e le sue potenziali applicazioni potranno aiutarci in futuro nella gestione e nella pianificazione della mobilita’, sia pubblica che privata”.

L’accordo siglato tra le parti e’ limitato per ora alla presentazione in anteprima che si terra’ venerdi’ a Venezia per l’inaugurazione della biennale. Nell’occasione sara’ monitorato, a scopo illustrativo, il flusso registrato il 9 luglio, durante la festa per la vittoria dei mondiali. Per qualche minuto poi si potra’ assistere al traffico ”real time” della Capitale ed anche, secondo quanto afferma il sito del Mit, agli spostamenti dei romani durante la Notte Bianca capitolina di sabato 9 settembre.

”Al giorno d’oggi – ha spiegato il direttore del progetto per il Mit Paolo Ratti – i sistemi di comunicazione mobile wireless stanno creando una nuova dimensione di connessione tra la gente, i luoghi e le infrastrutture urbane. La nostra speranza – ha continuato – e’ che questo progetto dia alle persone un maggior controllo sul proprio ambiente e li porti a fare scelte piu’ informate. Attraverso questo innovativo sistema si potranno evitare lunghe code o saper dove si riuniscono i cittadini il sabato sera. Nel peggiore dei casi si potra’, in situazioni di emergenza, facilitare anche l’evacuazione della città”.
 

Telecamere abusive, multati i gestori di noti bar

Telecamere abusive, multati i gestori di due noti bar

http://blog.rl1.it

Sanzioni amministrative da tremila a 18 mila euro sono state inflitte dalla Guardia di Finanza della compagnia dell’Aquila ai gestori di due rinomati bar del centro storico del capoluogo abruzzese. Nel corso di un controllo eseguito ieri per verificare la corretta applicazione delle norme vigenti in materia di lavoro, i finanzieri hanno notato la presenza di due microcamere, collegate con impianti video di registrazione immagini, che inquadravano dipendenti ed avventori. Le microcamere erano state apposte all’insaputa sia dei dipendenti ed in violazione, dunque, alle norme contenute nello statuto dei lavoratori, sia dei clienti, non informati dell’esistenza dei sistemi di videosorveglianza attraverso avvisi previsti nel codice della privacy. Nel corso dell’attivita’, che ha riguardato diversi esercizi del centro cittadino dell’Aquila, sono stati trovati sette lavoratori in nero. Sono state riscontrate violazioni anche relativamente alla mancata esposizione dei prezzi al pubblico”.

Sicilia, Sardegna, Campania e Calabria sotto l'occhio vigile (ed elettronico) del ministero dell'Interno

Sicilia, Sardegna, Campania e Calabria sotto l’occhio vigile (ed elettronico) del ministero dell’Interno

http://guidasicilia.it

Piazzare telecamere lungo le regioni del Sud Italia è il modo giusto per combattere la criminalità? Sicuramente non la si sconfiggerà in questa maniera, ma sicuramente, per certi aspetti, una tale metodologia potrà essere di grande aiuto alle Forze dell’Ordine. La situazione, comunque, è molto, molto delicata.
Intanto il ministero dell’Interno ha preso la propria decisione e nei prossimi mesi partirà il progetto anti-criminalità che prevede l’installazione di centinaia di videocamere all’avanguardia, in decine di città in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, capaci di captare ogni movimento sospetto, dalla corsa improvvisa di un ragazzino che prelude ad uno scippo, ad un assembramento ”anomalo”, da un motorino con la targa coperta all’auto sospetta che sfreccia in autostrada.

Il ”Grande Fratello” contro la criminalità comincerà la sua attività da Napoli, dove già dall’autunno la ‘videosorveglianza del territorio’ terrà d’occhio il Lungomare, tra i viali del Vomero, e nelle zone industriali che circondano Caserta.
Il piano, che costerà circa 40 milioni di euro, e dovrebbe essere ultimato entro il 2007, è stato annunciato ieri dal viceministro dell’Interno Marco Minniti, e nasce nell’ambito del Programma operativo nazionale sullo sviluppo della sicurezza nel Mezzogiorno d’Italia. ”Se si controlla in maniera attiva il territorio – ha detto Minniti – diventa più difficile per gli agenti delle mafie andare in giro a chiedere il pizzo”.
Infatti queste telecamere ”super intelligenti”, che possono scaricare immagini e dati in tempo reale nelle sale operative di polizia e carabinieri (a loro volta digitalizzate e interconnese) fotografando volti, targhe, luoghi, aiuteranno a contrastare quella criminalità diffusa di scippi, rapine ed estorsioni che rende ormai difficilissima la vita in molti centri del Sud.

E’ inevitabile, però, chiedersi in maniera sospettosa, se per caso l’installazione di questo ”esercito di occhi” – in Calabria ad esempio sono previste circa 900 telecamere, con uno stanziamento di oltre 15milioni di euro -, non si trasformerà in una continua e capillare violazione della privacy dei cittadini?
Al ministero dell’Interno specificano che l’intera operazione ha il lasciapassare del Garante, e che quindi questi ”occhi elettronici”, a differenza delle apparecchiature installate dai comuni o dai privati, sono autorizzati ad immagazzinare e archiviare i dati raccolti, in nome della sicurezza generale. Specificando anche che le registrazioni non saranno a ciclo continuo, tanto per frugare nella vita della gente, ma che i monitor sono invece programmati per attivarsi soltanto di fronte ad un movimento ”anomalo”.

Nel dettagliato piano del Viminale, subito dopo Napoli sarà la volta della Calabria, che verrà esposta alle telecamere  dall’inizio del 2007. Gli impianti controlleranno giorno e notte un’autostrada ad alto rischio di furti e aggressioni come la Salerno – Reggio Calabria, e poi città e paesi, da Crotone a Locri, da Villa San Giovanni a Tropea, da Lamezia Terme a Catanzaro, nei centri storici e nelle periferie, e così anche in Sicilia, a Palermo e Catania, in Sardegna e in Puglia, dove scippi, rapine ed estorsioni rendono, oggettivamente, difficilissima la vita dei comuni cittadini.

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