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Telecamere negli spogliatoi vietate e lesive della privacy

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Vietate le telecamere negli spogliatoi, rimosse in un centro dietetico le telecamere installate e cancellati i dati registrati.
L’Autorità si è pronunciata a seguito della segnalazione di una donna in cura presso un centro dietetico che ha denunciato l’installazione di telecamere collocate all’ingresso esterno, negli spogliatoi e nell’ambulatorio dove si effettuano le visite mediche.
La loro installazione è stata giustificata dalla struttura medica con motivi di sicurezza e tutela dei beni dei clienti, poiché in passato si erano verificati svariati furti. La presenza delle telecamere era segnalata con avvisi posti sulla porta di ingresso all’ambulatorio, sulla scala di accesso alla reception, nella sala di attesa, sulla porta di accesso al reparto cure e negli spogliatoi.
Nel suo provvedimento l’Autorità Garante per la Privacy ha riscontrato un’intromissione ingiustificata nella vita privata delle persone risultando lesiva della loro riservatezza e dignità.

Telecamere nel luogo di lavoro e privacy

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Vietatao installare telecamere nei luoghi di lavoro, anche in aree dove i dipendenti possono trovarsi saltuariamente, come i magazzini carico-scarico merci, box informazioni, corridoi ecc. Il Garante Privacy ha ordinato il blocco del trattamento dei dati raccolti attraverso le telecamere in quanto la videosorveglianza può concretizzare una forma di controllo a distanza dell’attività lavorativa in contrasto con le disposizioni dello Statuto dei lavoratori.
La Cassazione aveva in passato statuito che il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa “non è escluso dal fatto che il controllo sia destinato ad essere discontinuo perché esercitato in locali dove i lavoratori possono trovarsi solo saltuariamente”.Clown of the Jungle film

Ispezioni su telecamere attive

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Ispezioni su telecamere attive

Sono in corso in tutta Italia ispezioni su 40 sistemi di videosorveglianza installati da comuni, scuole, ospedali, società private, istituti di vigilanza che trattano dati personali anche per conto terzi. Il Garante privacy, che si avvale della Guardia di finanza sta verificando il rispetto delle regole fissate dall’Autorità per la Privacy. 
Attraverso i controlli l’Autorità intende acquisire elementi che consentano di verificare, in particolare, l’informazione data al pubblico, il rispetto delle misure di sicurezza, i tempi di conservazione delle immagini in caso di registrazione, i soggetti ai quali i dati vengono comunicati.
Sempre più frequente risulta la condivisione, soprattutto in ambito locale, di sistemi di videosorveglianza tra soggetti privati e pubblici (ad es., tutela di beni aziendali e prevenzione e repressione dei reati), senza una adeguata regolamentazione dei casi in cui le immagini raccolte possono essere utilizzate. In forte sviluppo anche l’uso di Internet per la trasmissione di dati ripresi dalle telecamere, con conseguenti problemi di sicurezza nella comunicazione telematica qualora i dati non siano protetti da efficaci sistemi di codifica. In continuo aumento anche l’impiego di dispositivi miniaturizzati o camuffati che, non essendo immediatamente percepibili come le tradizionali telecamere, richiedono un’informativa agli utenti ben visibile e completa.

Controlli Garante privacy 2008

Controlli PrivacyL’attività ispettiva del Garante sulla privacy si concentrerà in questo 2008 sui seguenti aspetti: controlli su telecamere di videosorveglianza, anagrafe tributaria, banche, dati gestiti da consulenti e periti. Si opereranno controlli anche sul rispetto dell’obbligo dell’informativa, la libertà e validità del consenso espresso, i tempi di conservazione dei dati raccolti e ovviamente l’adozione delle misure minime di sicurezza in ambito pubblico e privato.

Per quanto riguarda la videosorveglianza in particolare saranno effettuati controlli sia per verificare il rispetto delle regole dettate dal Garante nel 2004 (vedi il decalogo sulla corretta videosorveglianza www.consulentiprivacy.it/videosorveglianza.htm One Eight Seven hd into the ring.mp3 The Brother from Another Planet divx

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), sia per acquisire informazioni generali sull’attuale diffusione sul territorio di sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici ma anche da parte di privati cittadini.
 

Videosorveglianza in condominio

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Videosorveglianza in condominio

Nel caso sia un intero condominio a voler installare un impianto di videosorveglianza delle aree comuni (ingresso, cortile, scale, parcheggio ad esempio), il Garante della Privacy evidenzia a Parlamento e Governo che non vi sono indicazioni precise nel Codice Privacy e che è opportuno disciplinare la situazione.
Ad esempio: basta per l’installazione di telecamere il consenso dei proprietari o ci vuole anche quello degli inquilini in affitto? Con quale maggioranza si decide? E ancora
Visto che l’art. 615 bis del codice penale sanziona chiunque si procuri indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge nel domicilio (domicilio che secondo alcune decisioni giurisprudenziali comprende anche le aree comuni) ciò potrebbe comportare la necessaria acquisizione del consenso di un numero assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione.download part one

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Telecamere in arrivo per garantire la sicurezza

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Un sistema di videosorveglianza in arrivo anche per il Comune di Cavallino-Treporti. Al progetto di videosorveglianza, proposto dall’amministrazione e predisposto materialmente dal comando di Polizia locale, la Regione ha risposto con un contributo di 55mila euro, selezionando l’iniziativa della giunta Vanin tra le molte pervenute agli uffici regionali. Il finanziamento concesso a Cavallino-Treporti coprirà esattamente metà della spesa prevista, pari a 110mila euro.

L’obiettivo è di quelli importanti: garantire una maggiore sicurezza ai residenti e agli ospiti del Comune di Cavallino-Treporti. Una necessità confermata anche dagli ultimi episodi registrati sul litorale; su tutti i raid vandalici sulle dune protette di Punta Sabbioni e le auto danneggiate sempre nella zona di Punta Sabbioni. Ma è vero anche che il sindaco Vanin aveva prospettato questa ipotesi già parecchio tempo fa.

Nei prossimi mesi saranno quindi installate nei punti strategici del litorale sei postazioni di ripresa video: le immagini saranno gestite direttamente dal comando di Polizia locale e trattate seguendo scrupolosamente le regole imposte dalla legge sulla privacy. Le videocamere rappresenteranno, così, una forma di prevenzione e controllo in caso di situazioni di emergenza anche legate al traffico e al verificarsi di sinistri stradali. Saranno utili anche in caso di falso allarme, evitando di muovere agenti per nulla e ovviamente per l’identificazione di persone sospette. Non a caso due delle sei telecamere saranno installate nei punti di accesso del litorale, vale a dire il ponte di Cavallino e Punta Sabbioni.

«La sicurezza dei nostri concittadini è una priorità», ha commentato il sindaco di Cavallino-Treporti Erminio Vanin. «La creazione di una rete di videosorveglianza, quindi, rappresenta un supporto di grande valore finalizzato a garantire a chiunque serenità e protezione». «Si tratta - ha spiegato l’assessore regionale alle politiche per la sicurezza Massimo Giorgetti - di progetti molto qualificati che vanno ad incidere laddove c’è più bisogno di sicurezza e cioè in punti precisi del territorio da dove erano pervenute le progettualità.download Cimarron

Telecamere senza fili, sorvegliare è facile

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Londra ed Helsinki sperimentano le nuove telecamere di sorveglianza. Niente cavi, niente sale di controllo centralizzate: i cosiddetti impianti CCTV , acronimo anglofono che indica i sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sono diventate senza fili e capaci d’identificare con precisione una vasta gamma di rischi, emergenze e crimini.

Due importanti città europee, Londra ed Helsinki, hanno infatti deciso d’inaugurare la nuova era degli impianti CCTV con una sincronia quasi perfetta.

A Londra, nei quartieri di Soho e Westminster, verranno sperimentate le prime telecamere controllabili attraverso connessione WiFi; ad Helsinki, nei pressi dell’aeroporto internazionale, oltre 500 telecamere verranno potenziate con un apposito software in grado di riconoscere individui e situazioni sospette. Le telecamere senza fili potranno essere inserite dappertutto, si legge sul The Times.

Le autorità londinesi prevedono d’installare almeno 50 impianti WiFi nei posti meno individuabili : caratterizzate da dimensioni estremamente contenute e svincolate da qualsiasi cavo, le cam verranno poste all’entrata di vicoli bui, all’interno dei lampioni o più semplicemente sopra i cartelli stradali. Gli agenti di polizia potranno controllare la situazione nel quartiere durante i controlli ordinari, mentre camminano per le strade della città. Le telecamere senza fili, infatti, possono essere manovrate ed utilizzate attraverso i dispositivi mobili compatibili : soprattutto computer palmari, ma anche smartphone. I poliziotti potranno salvare direttamente i filmati ed aumentare enormemente la loro capacità di catturare i tipici criminali urbani, in particolare rapinatori e scippatori.

Le telecamere installate all’aeroporto di Helsinki, invece, rappresentano l’altro lato dell’innovazione nel settore degli impianti di videosorveglianza. I CCTV finlandesi saranno controllati da un software , così che gli operatori potranno utilizzare il proprio tempo per svolgere altre mansioni di sicurezza: come ha ricordato il direttore della sicurezza presso il principale aeroporto di Helsinki, “questo software ci fa risparmiare importanti risorse umane, utilizzabili per affrontare problemi che richiedono assolutamente la presenza degli addetti”. Questo tipo di impianti utilizza uno speciale sistema prodotto da Vidient , chiamato SmartCatch. Questo software analizza l’input visivo proveniente dalle telecamere ed identifica immediatamente le anomalie che possono verificarsi in qualsiasi luogo pubblico di grandi dimensioni: persone che accedono a zone indesiderate, grandi folle di persone, veicoli che si fermano nei parcheggi per troppo tempo e persino furti o smarrimenti d’oggetti . Il sistema SmartCatch è configurabile in modo da avvisare gli operatori di sicurezza ogni volta che una situazione indesiderata viene identificata con successo. L’allarme viene quindi trasmesso tramite telefono cellulare o altri canali di telecomunicazione.

E in Italia? Arriveranno arriveranno. E si aggiungeranno all’immenso numero di cam già attive, così tante che neppure il Garante della privacy sa quante sianoLa tumba de la isla maldita trailer

Videosorvegliati 300 abitanti da 13 telecamere

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articolo di Federica Forte dal sito www.repubblica.it

Un furto al giorno, l’ultimo in casa del vice sindaco. I ladri portavano via piccoli elettrodomestici, tv, dvd: roba da poco, quanto bastava però agli abitanti di Marsaglia - poco più di 300 anime sulle colline del cuneese - per sentirsi minacciati, insicuri nelle loro stesse case. Tanto da decidere, in barba alla privacy, di installare un sofisticato sistema di videosorveglianza su rete wi-fi attivo giorno e notte per controllare i movimenti sospetti e tenere alla larga i malintenzionati.

Raccontata così, può sembrare una reazione eccessiva, dettata da una paura amplificata da giornali e tv: le ville di Marsaglia non sono mica quelle della Brianza. Ma i cittadini hanno lo stesso diritto a dormire sonni tranquilli, a spostarsi a valle senza essere logorati dal pensiero di una probabile visita indesiderata. Anche perché i ripetuti furti stavano condizionando le stesse abitudini dei marsagliesi, che amano frequentare i mercati settimanali dei paesi limitrofi, sono soliti fare spese al di fuori dei confini - pur estesi - del territorio comunale.

Un territorio di 13 chilometri quadrati, che abbraccia tre colline (e le rispettive valli): un sali-e-scendi che si sviluppa in 80 chilometri di strade, lungo i quali si incontrano 188 abitazioni. Di fronte a questi numeri e all’emergenza sicurezza reclamata dai marsagliesi, Franca Biglio, vice sindaco sulla carta ma primo cittadino a tutti gli effetti, ha convocato l’assemblea cittadina (”molti anziani, ma anche una settantina di ‘giovani’ dai 5 ai 35 anni”) e ha proposto la videosorveglianza wi-fi, il sistema forse più sofisticato, ma di certo il meno costoso, con il minimo impatto ambientale. Tutti d’accordo, senza alcuna remora per la propria riservatezza né timore di essere spiati. Grazie anche alla tecnologia utilizzata, che fornisce garanzie di sicurezza e mette al riparo da eventuali degenerazioni stile “Grande Fratello”.

L’intera zona è stata quindi “arricchita” da 13 telecamere poste in punti strategici, compresi ingresso e uscita del paese. Gli occhi elettronici non inquadrano il dettaglio - quindi l’impatto sulla privacy è meno “violento” - e non registrano a ciclo continuo: dotate di un software intelligente in grado di interpretare il movimento, entrano in azione solo quando accade un “evento”, il passaggio di un’auto, ad esempio. Le immagini criptate vengono quindi trasferite - grazie alla rete wi-fi - sul server centrale del municipio e gestite direttamente dal pc. Tre giorni dopo vengono distrutte in automatico, a meno che le forze dell’ordine o i magistrati non le richiedano per motivi d’indagine.

Da circa un mese, ossia da quando il sistema di videosorveglianza funziona a pieno ritmo, nessun malvivente ha messo piede in paese. Del resto, i cartelli lungo la strada provinciale ricordano che Marsaglia è sorvegliato 24 ore su 24 dalle telecamere. “E’ un deterrente: può darsi che non risolva il problema e che lo sposti soltanto”, dice Franca Biglio, “ma è importante che i cittadini, soprattutto i più anziani, si sentano tranquilli”.

Obiettivo raggiunto, dunque. Ma il vice sindaco, che è anche presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani, non si accontenta e guarda avanti. “Per il momento la rete wi-fi è al servizio della videosorveglianza, ma bisogna pensare anche ai cittadini più giovani, studenti e lavoratori: per loro sarà presto disponibile la connessione internet veloce dalle proprie case. Dobbiamo essere lungimiranti e puntare sulle nuove tecnologie: di qui passa la strada per uscire dall’isolamento e per favorire l’insediamento nei piccoli comuni, che da troppo tempo assistono inerti alla fuga nelle grandi città”.

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Costume: la scienza copia i reality, bebè sarà spiato

Costume: la scienza copia i reality, bebè sarà spiato

Tratto da http://jugo.it

Ricordate ”The Truman show”, il film dove un assicuratore, interpretato da Jim Carrey, un bel giorno scopre che tutta la sua vita altro non è che un grande reality show? Truman Burbank era, suo malgrado, il protagonista del programma di maggior successo della storia del piccolo schermo: fin dall’infanzia, 24 ore su 24, la sua vita era seguita da telecamere e tutto l’ambiente che lo circondava era un immenso studio televisivo, all’interno del quale lavoravano solo attori e comparse.
Il film, tanto originale quanto inquietante, torna ora prepotentemente d’attualità dopo la notizia di un nuovo studio del Media Lab - Massachussett Institute of Technology (MIT) di Boston. Il ricercatore Deb Roy ha infatti annunciato, alla rivista scientifica New Scientist, che ‘’spierà” i primi tre anni di vita di suo figlio, un neonato di appena 9 mesi. Il progetto, denominato ‘’speech home”, mira a comprendere i processi legati all’apprendimento del linguaggio. E per farlo Deb Roy ha pensato bene di coinvolgere tutta la sua famiglia, mettendola sotto stretta osservazione con un complesso sistema di telecamere e microfoni.

La ricerca garantisce comunque qualche ora di intimità, precisamente 12 su 24, ma nessun giorno di ”riposo”. Le telecamere si attivano dalle otto del mattino alle venti di sera e vengono spente solo nei momenti in cui va necessariamente preservata la privacy della famiglia. Trascorsi i tre anni, il ricercatore avrà così a disposizione un’immensa quantità di dati relativi alle esperienze del bambino, a partire dai primi esercizi vocali, fino ad arrivare ai primi dialoghi.

Quanto basta per permettere a Roy e ad un gruppo di psicolinguisti di analizzare i processi dello sviluppo linguistico del bambino, nella speranza di capire se l’acquisizione delle capacità di utilizzare un linguaggio ”fluente” sia semplicemente il risultato dell’ascolto oppure abbia radici di tipo genetico.Candyman: Farewell to the Flesh movie

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Videosorveglianza: il caso del Lago di Garda

Videosorveglianza: il caso del Lago di Garda

dal sito www.gardanotizie.it

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C’è bisogno di maggiore sicurezza nei paesi del lago di Garda e scatta la corsa alle telecamere. Per capire che, specie durante i mesi tra aprile e settembre, l’area lacustre non si senta tranquilla dal punto di vista della sicurezza basta guardare i numeri dei furti e dei reati commessi in ciascun centro rivierasco. Inoltre, a conferma di un malessere presente tra la popolazione, basti sapere che in pratica tutti i sindaci della sponda veronese hanno presentato alla Regione un «progetto sicurezza» con cui intendono dotarsi di un impianto di videosorveglianza, o ampliarlo, oltre che ottenere una maggiore presenza di agenti di polizia municipale.

Da Venezia, proprio in questi giorni, stanno arrivando nei municipi del lago le lettere che confermano la possibilità di accedere a contributi per migliorare la sicurezza. «Nel complesso», dice l’assessore regionale alla sicurezza, il veronese Massimo Giorgetti, «la direzione sicurezza pubblica e flussi migratori ha stanziato due milioni e 333 mila euro di contributi, per finanziare 38 progetti in tutto il Veneto. Sono tutti progetti proposti da singoli Comuni o da loro consorzi. Di questi, 11 riguardano Verona e provincia, dove arriveranno nel complesso 880 mila euro». Ma ecco, nel dettaglio da sud a nord, nei paesi del Garda chi ha richiesto ma non ha potuto ottenere e chi sarà invece a beneficiare dei soldi. A Peschiera andranno 19.440 euro, a fronte di una spesa totale di 64.800, a Bardolino 80 mila euro, a fronte di un costo di 178.316 euro, a Torri del Benaco 81 mila, a fronte di 183 mila, a Malcesine 43.750 euro, a fronte di 87.500.

«Ciò che questi qualificanti progetti mirano a contrastare», conclude l’esponente scaligero di An, «sono gli episodi di microcriminalità, che sono odiosi per i cittadini e che danno senso di insicurezza a residenti e turisti. Dappertutto c’è stata una richiesta per l’installazione di telecamere fisse per la videosorveglianza, importante non solo per prevenire e dissuadere dal commettere reati, ma pure per smascherare colpevoli, a fronte del notevole incremento turistico che l’area del Garda subisce durante la stagione turistica». Una scelta politica, insomma, che alcuni sindaci della sponda veronese lacustre hanno deciso di fare ora e che altri avevano fatto da tempo. Per esempio, a Garda e Lazise già sono attivi impianti di videosorveglianza e le amministrazioni hanno chiesto, rispettivamente, il completamento e l’incremento del progetto. Neofiti dell’occhio elettronico sarebbero dovuti essere Brenzone e San Zeno di Montagna. Purtroppo Garda, Brenzone e San Zeno non potranno usufruire di contributi quest’anno perché le domande sono arrivate fuori termine.

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