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Privacy e social Network

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Privacy e social Network

Nella 30esima Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati personali sono state adottate regole precise per le community come Facebook, My Space, Hi5, Friendster e Netlog. Dovranno aumentare la privacy garantita ai propri utenti e in particolare rendere inaccessibili ai motori di ricerca i profili degli utenti (a meno che non vi sia un diretto consenso dell’utente). 
I provider dovranno informare gli internauti sui rischi che corrono diffondendo i propri dati personali e dovranno limitare l’accesso ai profili integrali degli iscritti solo agli altri membri del social network.

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Per sei mesi ridotti i limiti alle intercettazioni negli Stati Uniti

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Per sei mesi ridotti i limiti alle intercettazioni negli Stati Uniti
Meno limiti alle intercettazioni telefoniche o di posta elettronica negli Stati unici se ci sono sospetti di attivita’ terroristiche.
La Camera dei Rappresentanti ha approvato una nuova legge che amplia i poteri di intercettazione. La legge sara’ in vigore per sei mesi.
E’ possibile adesso intercettare,senza preventiva richiesta di autorizzazione, ogni messaggio di posta elettronica o telefonata da e verso l’estero, 
181 democratici hanno votato contro, 41 a favore, tra l’estero e gli USA.Nancy Pelosi ha definito tale legge “una violazione alla Costituzione”.chris norman rock away your teardrops

Carte di credito e emails controllate per chi vola negli USA

Carte di credito e emails controllate per chi vola negli USA

di Enrico Brivio

http://ilsole24ore.com

Da Londra si è levato ieri un grido di allarme per la scarsa tutela della privacy dei viaggiatori europei verso gli Stati Uniti: secondo il quotidiano «Daily Telegraph», l’accordo antiterrorismo tra Usa e Ue raggiunto in ottobre sul trasferimento dei dati permette alle autorità americane di avere un ampio accesso alle transazioni effettuate con carte di credito e ai messaggi email dei passeggeri aerei.
Facendo riferimento a documenti ottenuti dal dipartimento dei Trasporti britannico, il quotidiano euroscettico inglese sostiene che le agenzie governative americane, disponendo dei dati della carta di credito del viaggiatore, possono ispezionare anche transazioni finanziarie che vanno al di là dell’acquisto del biglietto; inoltre, l’accesso alla casella di posta elettronica permetterebbe agli ispettori di Washington di avere accesso anche a messaggi non legati agli scambi con la compagnia aerea. Una situazione che ha portato Shami Chakrabarti, direttore dell’organizzazione per i diritti umani Liberty, a dirsi «inorridito»: «È la rinuncia ai diritti delle persone che viaggiano negli Stati Uniti».
Da Bruxelles,fonti comunitarie hanno però gettato acqua sul fuoco, sostenendo che sia i dati sui movimenti delle carte di credito sia quelli relativi a messaggi email «esulano dal quadro dell’accordo UsaUe». Il numero dicartadicredito e di indirizzo email sarebbero trasmessi solo per verificare l’identità del viaggiatore. Funzionari europei hanno poi precisato che le autorità americane hanno garantito che eventuali accertamenti saranno circoscritti a casi sospetti. Inoltre, l’Fbi e altre agenzie Usa si sono impegnate a garantire lo stesso livello di protezione della privacy offerto dall’Ufficio americano delle dogane, che già otteneva i dati dei passeggeri europei dopo l’11 settembre. L’intesa sul trasferimento dati costituisce un accordo ponte valido fino al luglio 2007, in attesa di negoziare con Washington un sistema definitivo. Negoziato che, secondo quanto affermato dal vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, potrebbe quest’anno essere affiancato da un’altra trattativa con le autorità americane per garantire la privacy dei dati bancari trasmessi dal consorzio Swift.
L’accordo UsaUe in vigore sui dati dei passeggeri è stato siglato in ottobre dopo un tormentato negoziato. L’intesa ha sostituito un precedente protocollo d’intesa del 2004, annullato in maggio dalla Corte di Giustizia Ue, per l’errata base legale. Sono ora 34 i diversi tipi di informazioni ( come nominativo,indirizzo, numero di telefono e carta di credito,ect.) trasmessi alle autorità americane. L’ultimo accordo ha previsto che il dipartimento Usa di Sicurezza interna possa «diffonderle più facilmente» verso altre agenzie, garantendo però lo stesso livello di privacy.

Passaporti Rfid e privacy, affidabili?

passaportoPassaporti Rfid e privacy, affidabili?

I passaporti elettronici stanno mostrando già le prime crepe, sollevando interrogativi sull’affidabilità e la tutela della privacy. Il Dipartimento di Stato americano ha ammesso che la lettura dei chip RFID nei passaporti mostra una percentuale di errore dal 27% al 43% in più rispetto a prima. Infine il Guardian ha scritto un reportage in cui si dimostra come i dati sensibili oggi siano alla portata di chiunque, grazie alle nuove tecnologie non adeguatamente coperte. I sistemi di cifratura avanzata non proteggono le informazioni sui chip, ma soltanto la lettura dell’Rfid. 

Privacy on line: AOL citata in giudizio

Privacy online: AOL citata in giudizio I Know How Many Runs You Scored Last Summer divx The 40 Year Old Virgin ipod

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http://studiocelentano.it

Cominciano a farsi sentire con insistenza da parte dei navigatori le richieste di maggiore tutela della propria privacy on line. Questa volta a farne le spese e’ Aol.

OAKLAND, CA (USA). Tre utenti di America Online, che hanno trovato in Rete i dati di alcune loro ricerche effettuate su Aol, hanno citato in giudizio l’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni, per mancato rispetto della propria riservatezza.

La causa intentata rappresenta la prima, in ordine di tempo, da quando Aol ha rilasciato alcune delle innumerevoli ricerche fatte sul Web per un periodo di tre mesi da circa 650.000 utenti. La class action non specifica l’ammontare dei danni richiesti, ma si prospettano tempi duri per Aol, la quale si e’ gia’ scusata dell’accaduto. Per questo fatto increscioso, l’azienda ha gia’ licenziato due dipendenti, mentre il Cto si e’ dimesso.
John Dominguez, uno degli avvocati che ha radicato la controversia ha affermato che Aol deve fare di piu’ in termini di privacy dei suoi clienti, che si attendono sempre alti livelli di protezione.  

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Europa-USA: Conferenza amministrazione dati cittadini Europei

Europa-USA: conferenza amministrazione dati cittadini europei

http://garanteprivacy.it

Conferenza internazionale a Bruxelles organizzata da Commissione Ue, Autorità Garanti per la privacy e amministrazione Usa

Un’analisi a tutto campo delle problematiche connesse ai flussi di dati nel mondo globalizzato, con lo sguardo rivolto sia agli sviluppi immediati e sia di lungo periodo. Questo l’obiettivo della Conferenza organizzata il 23 e il 24 ottobre dalla Commissione europea a Bruxelles, insieme al Gruppo che riunisce le autorità europee per la protezione dei dati e al Dipartimento del Commercio degli USA (http://ec.europa.eu/…htm Alien Raiders movie Operation Petticoat film Koroshiya 1 download Behind Enemy Lines II: Axis of Evil dvdrip

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).

Oltre ai rappresentanti istituzionali, la Conferenza vedrà la partecipazione di studiosi universitari, rappresentanti della società civile, imprese, giuristi, studi legali. Particolarmente significativa la presenza dell’Autorità italiana, alla quale è stato affidato il compito di moderare il primo workshop e quello di chiusura, in cui si tenterà di tracciare un primo bilancio e di fornire alcune prospettive concrete e condivise da tutti i soggetti interessati.

La Conferenza intende partire dai risultati di un seminario che, a dicembre 2005, l’amministrazione americana aveva organizzato a Washington per fare il punto sul sistema di “Approdo Sicuro” (Safe Harbor) ormai in essere da qualche anno per i trasferimenti di dati fra Europa e Stati Uniti. La Commissione europea ha riconosciuto che tale sistema garantisce una protezione adeguata ai sensi della direttiva 95/46 sulla protezione dei dati. Tuttavia dal seminario erano emersi alcuni problemi e settori rispetto ai quali occorreva maggiore chiarezza (ad esempio, il trasferimento di dati relativi a servizi finanziari) e, più in generale, la necessità di potenziare i meccanismi di garanzia soprattutto relativamente alla presentazione di eventuali ricorsi da parte degli interessati.

La Commissione, il Gruppo Art. 29 e il Dipartimento del Commercio USA hanno quindi deciso di tornare sul tema ampliando l’ambito del dibattito al di là dei soli flussi Europa-Stati Uniti. I singoli workshop nei quali è strutturata la conferenza di Bruxelles affronteranno dunque le questioni connesse a tutti gli strumenti previsti dalla Direttiva o comunque utilizzati al fine di garantire che il trasferimento dei dati al di fuori dell’Unione europea non comporti un affievolimento delle garanzie previste dalla direttiva (clausole contrattuali standard, altri presupposti di legittimità del trasferimento di dati, le cosiddette “norme vincolanti d’impresa”).

Trattamento dati passeggeri compagnie aeree: raggiunto accordo UE-USA

Trattamento dati passeggeri compagnie aeree: raggiunto accordo UE-USA

http://www.ilgiornale.it    
 
Usa e Ue hanno raggiunto un accordo temporaneo sul trattamento dei dati dei passeggeri delle compagnie aeree transatlantiche. L’intesa, valida fino a luglio del 2007, rispetta la privacy dei passeggeri che si recano negli Usa come chiesto dalla Commissione europea. Che cosa cambia? Come prima, 34 tipi di informazioni (dati angrafici,  residenza, carta di credito, telefono eccetera) saranno accessibili alle Dogane e solo alle agenzie legate al ministero dell’Interno Usa. Quindi la Cia non avrà accesso automatico a tali informazioni, ma dovrà fare richiesta alla compagnia aerea che deciderà caso per caso se fornirli. Altri dati come l’origine razziale,  le opinioni politiche, la salute e la vita sessuale non saranno disponibili. L’accordo, come detto, è valido fino a luglio 2007, ma Ue e Usa stanno negoziando per trovare un’intesa definitiva. 

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USA, sicurezza nazionale e violazione Diritti civili

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Di Enio Caretto

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WASHINGTON — I media di tutto il mondo, da i più diffusi quotidiani europei alla più oscura radio-tv nepalese, saranno sottoposti in futuro al costante controllo di un Grande fratello elettronico americano «per identificare potenziali minacce agli Stati Uniti». Un «software» o programma in preparazione alle università di Cornell, di Pittsburgh e dell’Utah consentirà alla Superpotenza di registrare «le opinioni negative» su di essa o sui suoi leader espresse dalle testate o dagli autori degli articoli. In casi estremi, il programma, una «sentiment analysis» (analisi del sentimento, ossia degli orientamenti politici) varata dal Ministero della sicurezza nazionale, porterà all’adozione di misure preventive.
Lo ha svelato ieri il New York Times, a cui il coordinatore dell’iniziativa, Joe Kielman, ha spiegato che gli Usa «devono potere distinguere tra la critica e l’aggressione». Il programma, per cui l’amministrazione ha stanziato 2 milioni e mezzo di dollari, e che sembra sia stato suggerito dalla Cia, è già in corso in via sperimentale. Il «software» sta esaminando centinaia di articoli del 2001 e 2002 su Guantanamo, il campo di internamento dei terroristi a Cuba; sull’uso del termine «asse del male» (Corea del nord, Iran, Iraq) da parte del presidente Bush; sull’effetto serra; e sul fallito golpe contro il leader venezuelano Chávez. Tutte vicende o posizioni che hanno generato aspre denunce dell’operato della Casa Bianca. Sebbene Kielman sostenga che il Grande fratello elettronico non sorveglierà i media americani, perché vietato dalla legge, le ricerche in corso vertono non solo su voci straniere come l’Agence France Press e The Dawn, un quotidiano pachistano, ma anche su voci interne come il New York Times e il Miami Herald.
I media stranieri vengono già monitorati dalle ambasciate Usa e dagli agenti della Cia e dell’Fbi sul posto. Ma questo spionaggio elettronico, il versante mediatico delle intercettazioni globali telefoniche e delle «email» condotte dalla National Security Agency, non ha precedenti, e ha suscitato furenti reazioni. Lucy Dalglish, una dirigente di Freedom for the press (Libertà di stampa), lo ha definito «un incubo orwelliano». E Mark Rotenberg, il direttore dell’Electronic privacy information center (Centro della riservatezza della informazione elettronica) ha auspicato che venga abolito. «È agghiacciante» ha protestato. «È una violazione dei diritti civili. Ricorda il programma spionistico del Pentagono del 2002, a cui si oppose persino il Congresso, così ossequiente a Bush». Claire Cardie e Jaynice Wiebe della Università di Pittsburgh sono due dei programmatori della «sentiment analysis». Hanno dichiarato al New York Times che ci vorrà qualche anno prima che il programma non commetta errori, al momento frequenti, «e segnali con esattezza le esternazioni più forti di antiamericanismo». E hanno ammesso che il suo impiego potrebbe porre «problemi giuridici».
Ma hanno affermato che servirebbe anche a fare capire meglio all’amministrazione «che cosa pensano all’estero» e contribuirebbe a plasmarne le politiche. Non è il parere del politologo Larry Sabato, un esperto dei media: «Il principale effetto di un’iniziativa del genere — ha obbiettato Sabato — è di creare un clima di censura. Quante testate e giornalisti americani non solo stranieri continuerebbero a esprimere liberamente le loro opinioni? Non c’è bisogno di questo programma per scoprire quali siano le pubblicazioni estremiste nel mondo».The Big Nothing divx

Privacy e documenti elettronici, nuove regole negli USA

Privacy e documenti elettronici, nuove regole negli USA

http://www.key4biz.it

Le aziende americane dovranno tracciare ogni sorta di documento elettronico – email, instant messaging, informazioni di lavoro stipate sulle memory card dei telefonini – per via di nuove regole federali entrate in vigore oggi.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, le nuove norme – approvate dalla Corte Suprema ad aprile – impongono alle aziende e ad altri soggetti coinvolti in una causa giudiziaria di produrre “informazioni memorizzate elettronicamente” come parte del processo conoscitivo, quando la prova è condivisa da entrambe le parti.

Il cambiamento in questione rende più importante per le aziende conoscere quali informazioni digitali siano in suo possesso e dove siano conservate.

Una simile esigenza potrebbe far lievitare i costi di gestione delle aziende più grandi: oltre alle email, infatti, bisognerà tenere traccia anche di informazioni più difficili da catalogare come le foto digitali di siti lavorativi contenute nei cellulari aziendali e le informazioni stipate nelle memorie rimovibili.

Da tempo le corti federali e statali richiedono la presentazione di testimonianze rilevanti in formato elettronico, ora le nuove regole formalizzano la pratica.

Il mercato dell’e-discovery, spiegano gli analisti, fatturerà quest’anno oltre 1,5 miliardi di dollari, cifra che – alla luce delle nuove disposizioni – è destinata a raddoppiare il prossimo anno.

Un’altra spesa che lieviterà sarà quella relativa agli avvocati, che chissà quanto tempo di lavoro extra dovranno spendere per spulciare tra i documenti elettronici prima di trovare informazioni rilevanti per il dibattimento processuale.

Secondo alcuni legali, tuttavia, le nuove regole non saranno un grande fardello per le aziende, che non dovranno cambiare il metodo di conservazione dei documenti elettronici, ma dovranno semplicemente fare un “inventario dei loro sistemi IT” per sapere con più esattezza dove si trovano i documenti.

Un’altra sentenza, sempre di una corte americana, ha comunque stabilito un importante precedente in fatto di riservatezza delle informazioni elettriche,stabilendo che lo Stored Communications Act (SCA) viola il quarto emendamento – che difende da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli -  permettendo al governo di cercare e requisire segretamente le email dai server dei provider.

D’ora in poi, secondo quanto ha reso noto la Electronic Frontier Foundation (EFF), il governo dovrà ottenere un mandato giudiziario per poter ricercare e requisire le email.

La decisione – contro la quale il governo ricorrerà in appello – è la prima a stabilire che gli utenti hanno una “ragionevole aspettativa di riservatezza” riguardo le informazioni contenute nei messaggi di posta elettronica.

Secondo il procuratore Kevin Bankston, “chiaramente gli utenti si aspettano che le loro caselle di posta elettronica siano private ma il governo sostiene che il quarto emendamento non protegga le email conservate dagli ISP o da provider come Gmail o Hotmail”.

Non la pensa così EFF, secondo cui il quarto emendamento si applica online come offline e le email “dovrebbero essere al sicuro dalle intrusioni del governo così come le telefonate, la posta o i documenti privati che si tengono in casa”. Come dire, tutto il mondo è paese!

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