Legge privacy 675 analisi dei rischi ©CONSULENTIPRIVACY.IT 1998-2010

 

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Asl invia lettera per richiedere il consenso ai cittadini

L’Azienda Sanitaria della Valle d’Aosta ha inviato ai cittadini i cui medici non hanno comunicato il loro consenso all’Asl stessa, un’informativa sul trattamento dei dati personali e la relativa richiesta di consenso. In medici avrebbero dovuto informare e chiedere il consenso ai cittadini, dopo di che, avrebbero dovuto comunicare con la Asl, in modo da evitare una doppia richiesta.

I cittadini dovranno esprimere il loro consenso entro il 15 marzo, salvo i trattamenti urgenti e di quelli disposti dall’autorità pubblica, per i quali il consenso non è necessario. In caso di mancato consenso si parla di “impossibilità di erogare le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie”.

La notizia ha dell’incredibile. Già è abbastanza difficile pensare alla necessità di un consenso scritto per le prestazioni ordinarie erogate in ospedale. Cosa diversa le prestazioni sperimentali per le quali è comprensibile la necessità di un consenso scritto. Ve lo immaginate il cittadino che si reca alla Asl per una prestazione e non gli viene erogata perché non ha dato il consenso? Ma non lo poteva dare direttamente alla Asl al primo contatto? Ma non è possibile gestire un consenso informatico che eviti l’accumulo di scartoffie e il moltiplicarsi delle firme?

Documento programmatico sulla sicurezza fino al 31/08

Devi fare il Documento Programmatico? Hai meno di 10 dipendenti? Fino al 31/08/08 è attiva la promozione Easy Privacy (sconto 50% da 450€ a 225€<). Facciamo noi il tuo documento programmatico sulla sicurezza.Ti metti in regola e risparmi tempo (e quindi risorse) e ottieni un documento professionale redatto da consulenti che hanno alle spalle 10 anni di esperienza nel settore privacy. Invio del Documento programmatico su CD consultabile, stampabile e modificabile.

Il servizio è rivolto solo alle piccole strutture e non prevede l’assistenza successiva di un consulente personale.

I tempi di realizzazione sono di 7 giorni dalla prenotazione del servizio e sono così contenuti grazie alla nostra esperienza e alla vostra conoscenza della realtà aziendale. Prenota il servizio: www.consulentiprivacy.it/easyprivacy.htm

Foto e filmati nelle scuole, i genitori possono farlo liberamente se non diffondono le immagini

Foto e filmati nelle scuole, i genitori possono farlo liberamente se non diffondono le immagini

Riprese e foto di recite a scuola o di altri eventi possono essere fatte tranquillamente dai genitori. Le immagini registrate o scattate difatti non sono destinate alla diffusione o comunicazione ma solamente ad un uso personale (amici e parenti inclusi). 

Questo non vale ovviamente qualora queste immagini o foto siano diffuse, ad esempio pubblicate su un sito internet personale, su un blog o su un giornalino.

Linee guida, il Garante detta regole per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni

Linee guida, il Garante detta regole per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni

Si chiamano “Linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambito pubblico” e sono state dettate dal Garante Privacy per disciplinare l’utilizzo dei dati dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Tra gli argomenti trattati: la regolamentazione dei dati sanitari riguardanti i lavoratori protetti, l’impiego delle impronte digitali come lasciapassare per l’accesso al luogo di lavoro, la pubblicazione di dati personali su Internet nel rispetto dell’indispensabilità del trattamento ecc. Il provvedimento contempera e bilancia la tutela della privacy con altri diritti senza venire meno al principio di trasparenza nell’operato della pubblica amministrazione.

Master Universitari in materia di Privacy e sicurezza informatica

Master Universitari in materia di Privacy e sicurezza informatica


http://interlex.it

 
 
“La Sapienza” – Due Master Universitari in “Sicurezza dei sistemi e delle
reti informatiche” e “Gestione della sicurezza informatica”

Si terranno a Roma, presso il Dipartimento di Informatica dell’Università
di Roma “La Sapienza”, nel periodo novembre 2006-luglio 2007, sotto la
direzione del Prof Luigi Vincenzo Mancini ( www.di.uniroma1.it/mancini ),
due Master di primo e secondo livello per formare esperti nella
realizzazione e gestione della sicurezza informatica.

“Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche per l’impresa e la
pubblica amministrazione”, questo il nome del Master di primo livello,

quest’anno alla sua quarta edizione, a cui si può accedere con la laurea
triennale. Insegna le tecniche e le tecnologie informatiche per rendere
sicuri reti e sistemi. Obiettivo del master di secondo livello “Gestione
della sicurezza informatica per l’impresa e la pubblica amministrazione”,
a cui si accede invece con la laurea specialistica, è formare manager in

grado di padroneggiare le problematiche e gestire i processi della
sicurezza dell’informazione all’interno di organizzazioni complesse.

Entrambi i Master rappresentano tappe di un percorso formativo che, come
spiega il direttore dei Master, il professor Luigi Vincenzo Mancini,
“seguono l’evoluzione dell’information security formando esperti altamente
qualificati in risposta alla necessità, sempre più pressante, di sicurezza
informatica in ambito pubblico e privato”.

I Master sono rivolti a laureati provenienti principalmente dalle aree
scientifiche dell’informatica, dell’ingegneria, della fisica, della

matematica, della statistica e dell’economia che abbiano una buona
conoscenza della lingua inglese. Per venire incontro alle esigenze di chi
già lavora e coglie l’opportunità formativa del master per crescere nella
vita professionale, le attività formative sono concentrate in due giorni a
settimana e raggruppate in tre periodi con lo svolgimento di un project

work finale. Il materiale delle lezioni viene reso disponibile on-line
agli allievi attraverso una piattaforma di e-learning ed è possibile

partecipare ai Master anche in qualità di uditori.

Entrambi i Master prevedono lo svolgimento di un project work finale
d’interesse aziendale frutto di collaborazioni con aziende partner come ad
esempio, Alenia Spazio, Anas, Caspur, Clavister Italia, Lottomatica,
Nazioni Unite (Information tecnology service division), Selex-Comms, e
Telespazio S.p.A., oltre che con differenti istituzioni pubbliche. Il
project work è finalizzato ad attestare le conoscenze acquisite durante il

periodo formativo, e viene discusso a conclusione del corso, alla presenza

di un’apposita commissione d’esame.

I corsi sono al via per l’anno accademico 2006/2007; chi fosse interessato
a frequentare i Master anche in qualità di uditore può trovare maggiori
informazioni all’indirizzo http://mastersicurezza.uniroma1.it oppure
contattando la segreteria del master all’indirizzo mastersicurezza@di.uniroma1.it 

Privacy: adottati dal Garante Provvedimenti contro trattamento illecito dati 'SIC'

Privacy: Adottati Dal Garante Provvedimenti Contro Il Trattamento Illecito Dei Dati Provenienti Dai “Sic”  

  

(StudioCelentano.it) – ROMA. Completato il ciclo di ispezioni, avviate nell’ottobre 2005 per verificare l’osservanza delle regole contenute nel “Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilita’ e puntualita’ nei pagamenti”, il Garante ha adottato provvedimenti con i quali ha prescritto ad alcune societa’ che gestiscono i “sistemi di informazione creditizia” (Sic) misure per garantire il rispetto del codice di deontologia.

Dagli accertamenti effettuati sono emerse violazioni in particolare rispetto: alla comunicazione di dati contenuti nel sistema di informazioni creditizie a favore di soggetti non autorizzati, in particolare a vantaggio delle societa’ telefoniche in occasione dell’attivazione di contratti di abbonamento a servizi di telefonia (cosiddetto “post-pagato”); all’incompletezza dell’informativa resa agli interessati; all’inadeguatezza delle misure adottate nel fornire un idoneo riscontro alle istanze di accesso ai dati personali presentate dagli interessati; all’utilizzo (in un caso) delle liste elettorali per finalita’ di c.d. “allarme antifrode”; il trattamento (in un caso) di dati ulteriori rispetto a quelli necessari al fine di verificare la puntualita’ dei pagamenti.

Per quanto riguarda la comunicazione di dati personali (anche in forma di punteggi di sintesi) a vantaggio delle societa’ di telefonia, l’Autorita’ ha svolto ulteriori accertamenti anche presso queste ultime, dai quali e’ emerso che, in sede di conclusione del contratto, vengono effettuate verifiche sulla solvibilita’ ed affidabilita’ dei clienti, anche avvalendosi delle informazioni trattate da alcuni sistemi di informazioni creditizie.

Sono stati adottati, di conseguenza, sei distinti provvedimenti nei quali si e’ affermata l’illiceita’ trattamento dei dati provenienti dai Sic, raccolti per la diversa finalita’ di tutela del credito (e di contenimento del relativo rischio) e si e’ vietato ai gestori telefonici e ai “Sic” l’ulteriore trattamento di tali informazioni.

 

Privacy: si' del Garante a numero unico europeo di emergenza

PRIVACY: SI’ DEL GARANTE A NUMERO UNICO EUROPEO DI EMERGENZA

(AGI) – Roma – Il Garante per la privacy ha espresso parere favorevole allo schema di decreto del Ministro delle comunicazioni che individua il “Numero unico europeo di emergenza” quale servizio abilitato in base alla legge a ricevere chiamate d’emergenza. Ne da’ notizia l’ultima newslettere dell’Authority, dove si sottolinea che il “numero unico e’ finalizzato alla raccolta centralizzata delle chiamate effettuate verso numeri di emergenza (es. 112, 113, 118, etc.) e dei dati relativi all’ubicazione del chiamante ed all’identificazione della linea chiamante per agevolare l’individuazione dei soggetti che si rivolgono a servizi d’emergenza e consentirne come previsto per legge anche la localizzazione”.
   Il Codice in materia di protezione dei dati personali, all’art. 127, prevede infatti per i servizi abilitati in base alla legge a ricevere chiamate d’emergenza la possibilita’ di rendere inefficace la soppressione dell’identificazione della linea chiamante e, se necessario, il trattamento dei dati relativi all’ubicazione dell’apparecchio chiamante, anche in caso di rifiuto o mancato consenso dell’utente.
   Al centro servizi del numero unico europeo vengono peraltro indirizzate anche chiamate dirette al 117 (Guardia di Finanza) ed al 1530 (assistenza in mare) che sono indicati espressamente dalla legge non come servizi d’emergenza, ma come servizi di pubblica utilita’. Per questo il Garante, nell’approvare lo schema di decreto, ha precisato che i due ulteriori numeri di emergenza potranno essere inseriti nel decreto, ed essere quindi inclusi nel numero unico europeo, solo dopo essere stati specificamente individuati dalla normativa vigente come numeri d’emergenza. (AGI)

Privacy: Corte Europa, no dati passeggeri aerei agli USA

 Privacy : Corte UE , no dati passeggeri aerei agli USA

Articolo di Gabriella Mira Marq

http://osservatoriosullalegalita.org

 

I dati dei passeggeri delle linee aeree europee non potranno essere trasmessi agli Stati Uniti perche’ l’accordo fra Unione Europea e USA non e’ legalmente corretto.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha infatti fermato l’accordo fra UE e Stati Uniti voluto dalla Commissione e che permette che i dati dei passeggeri delle linee aeree europee siano trasferiti alle autorita’ di Washington.

L’accordo prevede che entro i 15 minuti dal decollo verso gli Stati Uniti, la linea aerea europea trasmetta alle autorita’ USA informazioni personali sui passeggeri a bordo, compresi ad es. dati sulle carte di credito. Washington ha previsto pesanti ammende alle linee aeree che non aderiscono.

Le autorita’ USA e UE hanno piu’ volte insistito che i dati sarebbero stati usati soltanto per combattere il terrorismo ed altri crimini gravi, ma la Corte UE ha annullato la decisione.

La misura, discussa a lungo dopo l’11 settembre 2001 e poi adottata dalla Commissione UE e dal Consiglio dei ministri UE con parere contrario dell’europarlamento, era stata impugnata da quest’ultimo davanti alla Corte UE. Il garante europeo per la protezione dei dati personali ha sostenuto la posizione del Parlamento UE.

Il tribunale del Lussemburgo ha affermato che non c’e’ una base giuridica sufficiente a sostegno della decisione UE di autorizzare il passaggio di dati personali dei cittadini UE agli Stati Uniti. La Corte ha anche dato tempo fino al 30 settembre 2006 agli Stati membri UE per trovare una nuova soluzione legale che si fondi su presupposti giuridici piu’ solidi.

Da notare che la controversia ha opposto i due organismi europei non eletti dai cittadini UE (Commissione, nominata dai governi, e Consiglio dei ministri), al parlamento europeo, che e’ l’unico l’organismo di diretta emanazione dei cittadini europei e che ha tutelato i loro diritti.

USA : enorme violazione della privacy dei veterani

USA : enorme violazione della privacy dei veterani

Articolo di Rico Guillermo

da http://osservatoriosullalegalita.org

I dati personali di piu’ di 25 milioni di ex membri delle forze armate USA sono stati rubati dalla casa di un funzionario del dipartimento per i veterani.

Secondo Jim Nicholson, segretario degli affari dei veterani, le informazioni erano contenute in documenti digitali e contenevano nomi, dati di nascita e numeri della previdenza sociale (che negli USA – dove la carta d’identita’ non e’ sempre obbligatoria – e’ un importante identificativo).

Il dipartimento ha dichiarato che il furto delle informazioni sarebbe stato accidentale e che i ladri non stavano cercando quei dati. Inoltre e’ stato detto che non dovrebbero esservi conseguenze per gli ex militari. E’ stato precisato che la documentazione non include dati medici o informazioni finanziarie degli interessati ne’ dettagli sui loro coniugi.

La tv CNN ha definito l’accaduto il maggior furto di informazioni personali della storia. L’FBI ha aperto un’inchiesta. Il nome del funzionario che disponeva in casa di tutti questi dati informatizzati non e’ stato reso noto.

Poche settimane fa il dipartimento della difesa degli Stati Uniti aveva annunciato di aver rilevato un’intrusione esterna su un server con banche dati riguardanti la pubblica amministrazione, con compromissione di alcune informazioni.

Il sottosegretario alla difesa per le questioni della sanita’ aveva detto che vi era stato come reazione alla violazione un intervento immediato di potenziamento dei controlli e delle difese, ma evidentemente l’accaduto non ha suggerito una condotta piu’ prudente alle amministrazioni collegate.

Nella scorsa occasione la pubblica amministrazione interessata aveva recapitato comunicazioni alle ‘vittime’ mettendole sull’avviso per il fatto che la violazione dei loro dati personali poteva potenzialmente metterli a rischio di furto di identita’ e spiegando le possibili precauzioni che gli utenti colpiti dal problema possono prendere per prevenire o limitare le conseguenze. Questa volta si e’ preferito minimizzare.

Servizi TLC non richiesti, siglato l'accordo

 Servizi TLC non richiesti, siglato l’accordo

http://newssms.it

Sarà davvero giunta l’ora di mettere la parola fine agli addebiti in bolletta per servizi non richiesti? Questo è l’obiettivo del protocollo sottoscritto da Telecom Italia e da alcune associazioni dei consumatori, un protocollo dal nome emblematico: “Soddisfatti o rimborsati”.
A darne notizia è Adiconsum , attraverso un comunicato con cui lascia trasparire un cauto ottimismo. Paolo Landi, segretario dell’associazione, dichiara: “Vogliamo sperare che il protocollo sottoscritto oggi ponga fine ad un malcostume inaccettabile. Se ciò non fosse, non resta che il ricorso al Tribunale”.

Il problema è annoso e le proposte formulate dai consumatori hanno finora avuto una risposta concreta solo dal Garante della Privacy , con l’emanazione di un provvedimento finalizzato ad arginare il fenomeno. Le cui proporzioni non sono trascurabili: Adiconsum sottolinea che le contestazioni che i consumatori hanno inoltrato all’incumbent, sui servizi non richiesti addebitati in bolletta, sono migliaia.

Non è ancora dato sapere se il protocollo “Soddisfatti o rimborsati” sia la soluzione definitiva alla questione, ma i consumatori si dicono sicuri che rappresenti un importante passo avanti nella giusta direzione. Ecco cosa prevede, così come spiegato da Adiconsum:

“Richiesta attivazione servizio.

Alla richiesta espressa dall’utente, la Telecom farà seguire una lettera contenente:
- la descrizione precisa del servizio o del prodotto
- un numero di call-center, un numero di fax, un indirizzo con recapito civico e un indirizzo e-mail per inviare l’eventuale contestazione.

L’addebito in fattura avverrà comunque trascorsi i 10 gg. previsti dalla normativa sulle vendite a distanza.

Erroneo addebito.
In caso di servizio non richiesto, è previsto il rimborso automatico.

Erroneo distacco.
È prevista la riattivazione gratuita e l’indennizzo pari al 50% del canone mensile per ogni giorno di sospensione del servizio.

Esercizio del reclamo o del diritto di ripensamento.

- tempi: il consumatore ha tempo per esercitarlo 4 mesi (2 bollette).

- modalità: il consumatore ha facoltà di stornare dalla bolletta il servizio contestato provvedendo al pagamento della restante quota tramite un bollettino di conto corrente postale”.

L’accordo, spiega Adiconsum, ha carattere sperimentale: le associazioni che lo hanno siglato rimangono però caute e dichiarano esplicitamente di voler verificare sul campo la reale intenzione di Telecom di dargli seguito.

Anche il Movimento Difesa del Cittadino vede con favore il nuovo protocollo: “Un accordo positivo con cui Telecom cerca di arginare il problema dei servizi non richiesti”. Questo il commento di Francesco Luongo, responsabile TLC di MDC. “A differenza di altre compagnie gli utenti da ora in poi saranno preavvisati con una welcome letter dell’attivazione di un servizio di telefonia. – spiega Luongo – Solo dopo aver dato il proprio assenso l’azienda procederà a fatturare la prestazione. Speriamo che anche altre società adottino misure analoghe e in ogni caso gli utenti potranno far valere i propri diritti qualora non fossero soddisfatti dell’indennizzo che sarà offerto dall’azienda di telecomunicazione”.

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