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Intercettazioni e privacy collettiva

Intercettazioni e privacy collettiva

Il sostituto Procuratore presso la Procura di Napoli, Henry John Woodcock, dice la sua sulle intercettazioni e la privacy collettiva. Famoso per i processi di “Vallettopoli” Woodcock si esprime sulla violazione da parte dei media della cosiddetta “privacy collettiva”, sostenendo che la stampa ha fatto bene quando ha violato un certo muro di omertà, mettendo sotto la lente d’ingrandimento comportamenti illeciti che hanno obbligato lo Stato ad intervenire, come in Campania. Le intercettazioni sono fondamentali, secondo Woodcock, in materie quali i reati contro la pubblica amministrazione e laddove ci sono collusioni tra le istituzioni e il mondo camorristico.L’ex procuratore riafferma però il principio: “Right to be alone”. Nel caso in cui sia in corso un’intercettazione coperta, la fuga di notizie più che essere preoccupante dal punto di vista della violazione della privacy, è preoccupante per  le ripercussione sull’indagine.

E dopo?

Per quanto riguarda il dopo discovery:

- da una parte, ci sono quegli atti rilevanti ai fine della determinazione della responsabilità penale che dovrebbero essere resi pubblici;

- dall’altra parte, si presentano atti non rilevanti o che riguardano terzi, che andrebbero preservati.

Ciò posto, dopo che gli atti sono stati messi a disposizione, non ci deve essere nessuna preclusione alla loro diffusione pubblica. Lo stesso magistrato non ha potuto negare, tuttavia, che nel circo mediatico ci sono degli interessi  eticamente discutibili, come quelli di magistrati che ricercano una sorta di visibilità mediatica o di avvocati, che affollano le “aule televisive” a costo di patrocini gratis, solo per ottenere pubblicità su larga scala

Privacy a scuola

Privacy a scuola

Essendoci arrivate decine di richieste di parere relative al mondo della scuola, vi segnaliamo l’opuscolo pubblicato dal Garante Privacy e relativo ai temi più importanti riguardanti la privacy e il trattamento dei dati personali degli studenti, quali: privacy negli esami e negli scrutini, privacy nei temi degli studenti, privacy e voti scolastici, recite gite scolastichee foto di classe e privacy, Videofonini, filmati, mms a scuola, telecamere a scuola e privacy, rilevatori di presenze di tipo biometrico e altro ancora.
http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1721480

Albo Pretorio on line – proroga

Albo Pretorio on line – proroga

Il decreto Milleproroghe definitivo, pubblicato sulla G.U. n. 48 del 27 febbraio 2010, proroga al primo gennaio 2011 l’effetto di pubblicità legale dell’albo pretorio online. Il novellato art. 32 obbliga dal gennaio 2011 le Amministrazioni a dotarsi di un albo pretorio da pubblicare sul sito internet, concedendo un po’ più di tempo per dotarsi di soluzioni adeguate per ottemperare alla legge. Fino al 31/12/2010 l’effetto di pubblicità legale rimane garantito dalla pubblicazione degli atti in forma cartacea (albo pretorio cartaceo).

Il Garante Privacy sul Spionaggio Fiscale: il ruolo delle banche dati

Il Garante Privacy sullo Spionaggio Fiscale: il ruolo delle banche dati

http://repubblica.it


“Siamo davanti a un fenomeno rischiosissimo: le grandi banche dati sono un pericolo di per se’”. Lo ha dichiarato oggi il Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti su Repubblica RadioTv. Ha poi aggiunto che “il problema e’ verificare come sono trattati i dati”. “I dati servono, le banche dati servono – spiega Pizzetti – pero’ queste devono essere protette. Se i dati sono rubabili, o dall’esterno o peggio ancora dall’interno, e’ possibile che chi ha il diritto di conoscerli per compiti istituzionali, li conosce, se li vende, li tratta, li offre per un’attivita’ di spionaggio o di dossieraggio: e’ chiaro che il paese e’ in grandissimo pericolo. Un pericolo vero, reale”. Sul trattamento dei dati il Garante rileva due problemi. In primo luogo, “i dipendenti hanno il diritto di utilizzare questi dati per compiti istituzionali, non per altri motivi: qualunque altro motivo rende illecito il trattamento”. Inoltre, “il modo con cui e’ organizzata l’anagrafe onsente di sapere una quantita’ incredibile di informazioni ben al di la’ del dato pubblico della dichiarazione dei redditi”. “Abbiamo un’iniziativa ormai da un anno e mezzo con Telecom e con tutti i gestori telefonici – dice poi sull’attivita’ di controllo – abbiamo gia’ fatto una serie di provvedimenti. Uno dei quali riguarda i dati di traffico di tutti i gestori telefonici, che e’ uno dei dati piu’ pericolosi perche’ si puo’ risalire a tutte le chiamate effettuate da un utente negli ultimi 5 anni”.

Se la privacy e' solo dei politici

Se la privacy solo dei politici

di Andrea Romano

da http://lamescolanza.com

Che la politica sia cosa diversa dal calcio dovrebbe essere una considerazione di comune buon senso. Ma tanta banalit non basta a spiegare i modi del tutto opposti con cui si reagito alle due successive ondate di intercettazioni di queste settimane. Le voci catturate al mondo del calcio sono state accolte con un livello di garantismo vicino allo zero, come se ci fossimo finalmente trovati di fronte al racconto di una storia conosciuta da sempre. Quelle che in questi ultimi giorni hanno messo in croce un pezzo di politica italiana stanno invece provocando una spettacolare reazione bipartisan, all’insegna dell’indignazione contro i poteri invasivi di magistratura e stampa ancora una volta unite nell’intento di rovinare famiglie e carriere.

Che Clemente Mastella e Gianfranco Fini si ritrovino concordi nel gridare alla persecuzione di un grande fratello deve far riflettere. Non tanto per l’annuncio di una nuova alleanza trasversale, quanto per l’emersione del tradizionale riflesso con cui la politica italiana reagisce ogni qual volta viene sfiorata dal sospetto. Un riflesso fatto insieme di aggressivit e alterigia, dietro le quali si intravede la rivendicazione di uno status di eccezione persino rispetto alle accuse pi disonorevoli.

Quanto accade in questi giorni ricorda da vicino il caso dell’estate scorsa delle intercettazioni sul caso Unipol-Ds, per quanto diversi possano essere gli argomenti e i comportamenti dei singoli. Anche allora scatt la difesa bipartisan della privacy politica, nuovo tipo di ossimoro da includere nel dizionario di partiti e istituzioni. Anche allora, invece di rispondere e argomentare nel merito, si parl di una magistratura che aveva passato il segno e che agiva d’intesa con la stampa per perseguire oscuri disegni di destabilizzazione. Sappiamo bene che non mancano tra i magistrati le personalit pi inclini al protagonismo, capaci anche di farsi fotografare con scarso imbarazzo in sella ad una Harley-Davidson per corroborare la propria immagine di sceriffi senza paura. Ma tutto questo non pu giustificare la frequenza con cui chi esercita la responsabilit della politica ricorre al fantasma della persecuzione, per sottrarsi al dovere di render conto di comportamenti che cessano di essere privati non appena toccano la sfera della decisione pubblica. Anche perch quella rivendicazione di alterigia finisce per fornire alimento alla tendenza tutta italiana alla gogna totalitaria e preventiva, questa s strutturalmente incapace di distinguere i torti dalle argomentazioni di merito.

Se argomentazioni e giustificazioni vi sono, dovere della politica farne uno strumento efficace di tutela dalla gogna e dal sospetto. Tanto pi quando si tratta di sospetti che poggiano su intercettazioni che sono state vagliate e acquisite agli atti processuali. Perch non ha poi tutti i torti Marco Pannella, quando sostiene che chi assume una carica politica perde il diritto di non essere conosciuto. In fondo, la differenza fra un calciatore e un politico tutta qui.

Il Guardasigilli pensa al decreto per garantire dignita' e privacy

Il Guardasigilli pensa al decreto per garantire dignit e privacy

di Ruggiero Capone

Da http://opinione.it
Il Guardasigilli, Clemente Mastella, sta meditando su come approntare in tempi celeri un decreto sulle intercettazioni telefoniche; intanto le chiacchierate telefoniche che hanno condotto allultima retata di vip stanno allertando le istituzioni. Al Senato ed alla Camera sono gi stati presentati progetti di legge in materia di intercettazioni, e non manca perfino la proposta di una commissione dinchiesta in materia. Il caso Antonveneta, poi Calciopoli, non ultimo lo scandalo che ha travolto Vittorio Emanuele di Savoia, hanno attirato lattenzione del Parlamento per mettere un freno alla pubblicazione di stralci di intercettazioni. Alla Camera, a proporre la commissione dinchiesta Osvaldo Napoli di Forza Italia, mentre a Palazzo Madama, che la scorsa settimana aveva visto avanzare da parte dellufficio di presidenza la proposta di una indagine conoscitiva, stata successivamente proposta una commissione dinchiesta dal senatore dellUlivo Antonio Polito: questultima ha raccolto firme bipartisan da entrambi gli schieramenti.

Al Senato hanno presentato ddl per modificare le norme sulle intercettazioni i senatori Guido Calvi (Ulivo), Giuseppe Valentino (An), il presidente emerito Francesco Cossiga e per ultimo lex Guardasigilli Roberto Castelli. Poi c la proposta di Giorgio Jannone (Fi) che detta disposizioni sullinformazione al parlamento in materia di intercettazioni, alla stregua di quanto avviene anche in altri paesi europei. Le norme prevedono che i procuratori della Repubblica informino ogni sei mesi, per iscritto, il ministro della Giustizia del numero delle intercettazioni di conversazioni o di altre forme di comunicazioni telefoniche autorizzate; a loro volta il ministro della Giustizia e il ministro dellInterno hanno lobbligo di informare, con una apposita relazione semestrale, il parlamento sulle intercettazioni. Per quanto riguarda il problema delle intercettazioni – spiega Alfredo Biondi (presidente del consiglio nazionale di Forza Italia) – non sarebbe male se i capi degli uffici delle procure della Repubblica si avvalessero delle loro funzioni e delle loro facolt senza aspettare che londa di piena travolga il cittadino, che poi il destinatario attivo e passivo delle norme di legge e non la loro vittima.

Neppure sarebbe male se taluni indagatori – continua Biondi – specie quelli che si fanno un nome, con le indagini che compiono, fossero chiamati a rispondere magari in concorso, per omissione di atto dufficio, nei confronti di coloro che fanno uscire interi verbali secretati. Non sarebbe nemmeno vietato che, anzich farsi pubblicit con i processi utilizzando la celebrit degli indagati, i magistrati coprissero i loro rispettabili nomi con la semplice indicazione dellufficio procedente, tanto per fare un esempio: la Procura di Potenza, il GIP del Tribunale di Potenza, perch la pubblica opinione ha poco interesse al nome, al cognome ed alla foto del magistrato – chiosa lesponente di Fi – piuttosto terrebbe alla seriet delle indagini in corso coperte dal segreto investigativo. Non so se tutto questo sia nei propositi vari ed eventuali del ministro Mastella e dei numerosi sottosegretari di cui circondato. Mi auguro solo che le iniziative siano non prospettate ma proposte ed attuate.

Intanto dalla Camera emerge che non vi saranno i commissioni dinchiesta sulle intercettazioni, come aveva proposto il senatore della Margherita Antonio Polito, precisa il ministro della giustizia, perch finiscono per mangiarsi troppo tempo: meglio un disegno di legge che non sar un mezzo punitivo della classe politica contro l’informazione, ma una necessit per mettere dei limiti a inutili e abusive divulgazioni. Ma il Guardasigilli aggiunge che le intercettazioni sono fondamentali alle indagini, ma occorre pi rispetto per le persone.

, , Colorado.edu, , , , , , , Columbia.edu, , , , , , , , , , Computer.org, , , , , , , , , , , , , , , , , Copyright.gov, , , , Cornell.edu, , , , , , , , , , , , CreativeCommons.org, , , , , , , Debian.org, , , , , , , , , , , , , , DHHS.gov, DHS.gov/dhspublic/, , , , DOI.gov, , , , , , , , , , , , , , , , , , Duke.edu, , , , ,