Legge privacy 675 analisi dei rischi ©CONSULENTIPRIVACY.IT 1998-2010

 

 Home     Articoli sulla Privacy


 


 

 

 

Studio di McAfee: Privacy e Spam

Studio di McAfee: Privacy e Spam

http://portel.it

McAfee ha reso noti i risultati del suo primo “Quiz sullo Spam” che evidenziano un giudizio erroneo da parte dei consumatori sul modo in cui vengono utilizzate le e-mail dai siti web.

Lanciato il 15 agosto scorso, il quiz presentava home page e link delle policy sulla privacy di 8 coppie di siti Internet, chiedendo ai consumatori di giudicare quale sito di ogni coppia avrebbe mantenuto riservato il loro indirizzo e-mail.
Le oltre 7.000 risposte catalogare hanno permesso a McAfee di verificare che, in genere, i consumatori non sanno giudicare correttamente quali siti web condividono gli indirizzi e-mail con inserzionisti terze parti.

Sebbene ogni sito elencato nel quiz includesse un link evidente alla policy sulla privacy, solo la metà dei consumatori ha consultato tali policy prima di inviare le proprie risposte. Nonostante su uno dei siti mancava addirittura il link alla policy sulla privacy, circa la metà dei partecipanti lo ha giudicato “sito sicuro”.
Le categorie più difficili sono state quelle delle carte di credito e dei siti di appuntamenti online, che hanno ottenuto una percentuale di risposte corrette rispettivamente del 44 e del 40%. Secondo lo studio di McAfee, i consumatori potrebbero essere stati tratti in inganno, sentendosi rassicurati dal design semplificato dei siti pericolosi appartenenti a queste categorie.

Chris Dixon, director of strategy di McAfee SiteAdvisor, ha affermato: “Lo spam è molto più di un semplice fastidio. La casella in ingresso della posta elettronica rimane uno dei principali punti di entrata per virus, attacchi di phishing e furti di identità. Inoltre, l’incertezza sull’utilizzo dell’email da parte dei siti Web ha generato scetticismo tra i consumatori relativamente all’iscrizione a newsletter, forum e altri passatempi online sicuri.”

Garante-Google: temporanea cancellazione del Cashe

Il Garante incontra Google Inc.: sarà possibile chiedere la cancellazione dall’archivio temporaneo (cache) del motore di ricerca

http://privacy.blogosfere.it
 Il collegio del Garante della Privacy italiano ha incontrato i rappresentanti di Google Inc., azienda proprietaria dell’arcinoto motore di ricerca.
Una cittadina italiana aveva fatto ricorso al Garante contro Google.

Inserendo il proprio nominativo nel testo della ricerca venivano restituite pagine riguardanti un vecchio procedimento giudiziario già archiviato.

Google Inc. non ha certo responsabilità sulle pagine dell’intera rete Internet, ma svolge un servizio di ricerca.

I dati delle pagine sono conservati in un grande archivio database, chiamato con termine informatico Cache, dove le pagine visitate autonomamente dal motore in rete sono conservate e riutilizzate durante la ricerca.  Questo al fine di velocizzare la ricerca su un insieme di pagine già registrate (informazioni tecniche sulla webcache su wikipedia).

Secondo quanto anticipato al termine dell’incontro sul sito del Garante, dall’archivio Cache del motore Google sarà possibile in un prossimo futuro chiedere la cancellazione dei propri dati sensibili e personali.

E’ stata promessa una drastica riduzione dei tempi di sosta nella Cache delle pagine non aggiornate.

 

« Previous Page
, , Colorado.edu, , , , , , , Columbia.edu, , , , , , , , , , Computer.org, , , , , , , , , , , , , , , , , Copyright.gov, , , , Cornell.edu, , , , , , , , , , , , CreativeCommons.org, , , , , , , Debian.org, , , , , , , , , , , , , , DHHS.gov, DHS.gov/dhspublic/, , , , DOI.gov, , , , , , , , , , , , , , , , , , Duke.edu, , , , ,