Legge privacy 675 analisi dei rischi ©CONSULENTIPRIVACY.IT 1998-2010

 

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Lucca, seminario sulla privacy online

Lucca, seminario sulla privacy on line

      

http://metronews.it  
Lucca (Adnkronos/Ign) – Il prossimo 27 giugno la Camera di commercio di Lucca organizza presso la propria sede un seminario sugli aspetti della privacy in internet. L’obiettivo del seminario e’ fornire un primo orientamento sugli adempimenti richiesti dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, con particolare riferimento alle disposizioni di interesse per le imprese che operano su internet come canale di commercio o come oggetto principale della propria attivita’.

 

A Parma il raduno degli hacker

A Parma il raduno degli hacker

http://tgcom.mediaset.it

L’evento dall’1 al 3 settembre

I “ribelli della Rete” hanno scelto Parma per l’ottava edizione dell’HackIt, il raduno italiano degli hackers. L’evento si terrà al centro sociale “Mario Lupo” dal’1 al 3 settembre. All’interno dell’edificio, sgomberato alcuni mesi fa da una sede di proprietà del comune e cablato per ospitare la manifestazione, la comunità digitale che fa riferimento al sito hackmeeting.org ha organizzato tre giorni di seminari, corsi, dibattiti e incontri.
Il meeting si presenta di livello internazionale e al centro del dibattito ci saranno diritti digitali, software libero, opposizione a brevetti e copyright, server autogestiti, studio e sperimentazione di fonti energetiche pulite, risvolti dell’uso sociale delle tecnologie e dell’incontro tra tecnologie e sessualità, problemi legati al lavoro in campo informatico, l’autodifesa della privacy, studio dei dispositivi di controllo e di sorveglianza e resistenza alla censura.

Temi cari al mondo hacker, sempre attento non solo all’universo hi-tech ma anche al sociale. “Si discuterà di reti neutrali, anonimato e privacy, nonché di web-radio, networking, server autogestiti e diritti digitali – hanno spiegato gli hackersdurante una conferenza stampa – la tecnologia di oggi fa paura perché tende a controllare tutto: gestisce i software che vogliono tutelare lo sviluppo, chiude delle porte, ti dice cosa è bello, cosa usare, cosa è illegale. E a noi tutto questo spaventa”.

L’iniziativa, dievntata ormai un imperdibile appuntamento per gli hacker nostrani, si presenta come un momento di riflessione sugli sviluppi e sulla direzione delle tecnologie. Una sorta di babilonia di spunti, idee e progetti. Il tutto, ovviamente, visto con gli occhi dei “ribelli del Web”.

 

Multa Privacy da 78mila euro per un sito web.

Multa Privacy da 78mila euro per un sito web

http://comunicati-stampa.blogspot.com

Sembrava che i controlli sull’adeguamento privacy non dovessero mai partire e che il d.lgs. 196/03 restasse inapplicato.

E invece il “Gruppo Privacy” della Guardia di Finanza ha multato per 78.000 euro (settantottomila euro ) un azienda per il mancato adeguamento del proprio sito web.

Due sono le violazioni contestate all’azienda:

- la prima, che prevede una pena pecuniaria di euro 60.000 per la mancata notifica al garante del trattamento di dati sensibili (infatti, l’azienda multata profila on-line i gusti e le tendenze dei suoi utenti attraverso un modulo di registrazione).

- la seconda, che prevede una pena pecunaria di euro 18.000, per la non ideoneità della informativa on-line e la mancata richiesta di esplicito consenso al trattamento.

L’azienda multata ha la possibilità di versare un terzo delle sanzioni dovute (euro 26.000) se effettua il pagamento entro 60 giorni.

Antivirus versus Virus: come assicurare la nostra privacy online

Antivirus versus Virus: come assicurare la nostra privacy online

di Gabriele Tasselli     
http://pratoblog.it

 
Un detto popolare recita “Chi produce gli antivirus fabbrica anche i virus”. Allora potremmo aggiungere “Chi graffia le auto fa il carrozziere” oppure “Chi fa il sicario ha come parente un becchino” e così via. La realtà invece è ben diversa; purtroppo le software-house che producono i sistemi di difesa contro gli attacchi informatici sono alle prese ogni giorno con sfide sempre più impegnative nei confronti degli “hacker”, ovvero i mostri ingegnosi che producono i virus e che tentano di introdursi nei PC posti all’altro capo del doppino telefonico.

Ad oggi esistono diverse tipologie costituenti la famiglia dei virus: tra i più conosciuti troviamo i Worm e i Trojan, che in definitiva sono quelli più dannosi e fanno bloccare il sistema, cancellano i dati e a fanno andare in tilt i programmi di protezione. A ruota troviamo gli Spyware e gli Adware, veri e propri script che si autoeseguono alla partenza di Windows e che talvolta sono costituiti da connessioni remote che lanciano collegamenti attraverso numeri telefonici privati o internazionali, facendo lievitare poi i costi della bolletta (ciò non avviene se si dispone della banda ADSL). Si aggiungono poi i Phishing (tecnica per ottenere dati personali tipo i numeri delle carte di credito), i Rootkit (possibilità di accedere sul proprio PC e navigare nelle risorse senza che l’utente se ne accorga) e i tanto odiati Spam, ovvero i messaggi di posta elettronica indesiderata contenenti pubblicità e spot pornografici.

Come lottare allora contro queste malvagità informatiche? E soprattutto, come si fa a scegliere un antivirus efficace? La risposta non è delle più semplici, anche perché ogni sistema protettivo offre delle peculiarità più o meno esclusive. Cosa molto importante è una consulenza di un tecnico qualificato, il quale dopo aver analizzato l’esigenza legata all’attività, sia domestica che aziendale, pone un verdetto su quale possa essere il pacchetto ideale da installare sul proprio PC. Tenete conto che al tecnico non ne viene in tasca niente perché non è lui a produrre il software antivirus, ma sicuramente vi chiederà la parcella relativa al suo lavoro d’installazione e, cosa più importante, della configurazione legata al sistema di difesa. Non esiste infatti antivirus al mondo in grado di proteggere al massimo il sistema se non è ben configurato e mantenuto poi aggiornato scaricando le ultime definizioni dal sito del produttore.

Blogger americani: le loro fonti sono riservate

Blogger americani: le loro fonti sono riservate

un articolo di Romano Scaramuzzino 

tratto da http://infocity.go.it  

Recentemente in California, San Diego, la Apple ha citato in giudizio gli autori di due blog colpevoli, secondo loro,di violazione del segreto industriale e di omissione nel non citare le loro fonti. Gli autori dei blog “PowerPage” e “AppleInsider” sono stati difesi dalla Electronic Frontier Foundation, organizzazione che difende dirittti e libertà
deli utenti di Internet.

Ma di più ha potuto,nella difesa,la stessa Costituzione americana. Infatti il Bill of Rights(vedi Wikipedia.org) che nel primo emendamento costituzionale sottololinea la possibilità del segreto professionale del giornalista è stato l’elemento vincente per i due.

Infatti se,come in questo caso,il giornalismo è tale anche se on-line questi è equiparato a quello della carta stampata. Di conseguenza se appartiene al giornalista il diritto-dovere della privacy delle sue fonti così è anche per chi scrive in modo giornalistico anche se blogger.

Il giudice americano, facendo rifermento alla Costituzione del suo paese non ha fatto altro che tutelare il diitto di informazione oltre a quello di segretezza delle fonti.

L’Italia giuridica e giornalistica non può che leggere con ammirazione questa sentenza ,che potete trovare nel sito della Electronic Frontier Foundation,poiché anche il nostro paese mira al raggiungimento pieno di quello che è uno dei valori più alti di una società civile: la libertà di espressione.

 

Crimine informatico: in arrivo la Cyberwar nel 2007

Crimine informatico: in arrivo la Cyberwar nel 2007 

http://www.italiatv.it

Gli hacker lanceranno nel 2007 una nuova campagna della loro “guerra informatica” multimiliardaria che colpirà telefonini, messaggi istantanei e le comunità dei siti Internet di condivisione come MySpace. Lo prevedono esperti di sicurezza informatica. Con la gente diventata sempre più prudente con le truffe via email, le organizzazioni criminali della Rete cercheranno altri metodi per commettere frodi online, vendere beni contraffatti o rubare segreti aziendali. “Gli attacchi stanno diventano sempre più sofisticati”, ha detto a Reuters Dave Rand della società di sicurezza Internet Trend Micro. “E’ tutta una questione di soldi. E (i pirati informatici) ne fanno molti”. Nel 2007, gli hacker attaccheranno i siti di social network come MySpace per raccogliere informazioni personali, in modo da lanciare offensive più mirate ai computer degli utenti. “E’ sicuramente un’area terreno fertile per i malware (software maligni)”, ha detto Ed English, amministratore delegato di Trend Micro per l’anti-spyware. I computer potrebbero venire colpiti da virus che registrano tutte le operazioni principali e inviano milioni di messaggi spam via email. I pirati informatici si infiltreranno nei siti che permettono agli utenti di pubblicare foto e dettagli personali, trovando obiettivi facili per attacchi di “phishing” — email ingannevoli che spingono le persone a fornire i dati delle loro carte di credito. “E’ il modo più facile per i pirati dello spyware per ricostruire il ritratto di un utente”, ha detto English. Gli hacker prenderanno di mira anche le persone che utilizzano servizi di messaggi istantanei o programmi per effettuare telefonate online nel 2007, dice Trend Micro. Anche i telefoni di ultima generazione, insieme ai computer portatili, diventeranno un obiettivo dei pirati informatici che cercano di superare le strette misure di sicurezza per rubare email, documenti o contatti, secondo quanto riferito dalla società di sicurezza informatica McAfee. Secondo Trend Micro anche le nuove versioni dei software di Microsoft, il browser Internet Explorer e il sistema operativo Vista, saranno presi di mira dagli hacker.

Garante Privacy: relazione annuale spiega passi verso Internet e privacy in ufficio

Garante della Privacy: relazione annuale spiega i prossimi passi verso Intenet e privacy in ufficio

http://webmasterpoint.org

Il Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, ha tenuto la sua prima relazione sulle attività svolte nell’ultimo anno dall’organo omonimo.

Dopo una breve introduzione dove il nuovo presidente ha voluto ringraziare per l’attività svolta da parte del predecessore Stefano Rodotà e ha sottolineato come la disciplina e  il controllo della privacy italiano siano sempre di più integrati con quelli dell’Unione Europea, l’attuale Garante della Privacy ha riassunto e commentato le iniziative intraprese nell’ultimo anno e le sfide per il futuro che vedono Internet, i motori di ricerce e la data retention ( ovvero il mantenimento dei dati per diversi anni da organi preposti ) come alcuni dei settori fondamentali.

Durante il discorso è stato sottolineato come mancano delle iniziative di regolamentazione della Rete internet sia a livello italiano che internazionale, si è fatto cenno alla necessità di una vera e propria costituzione Internet, ma si è anche detto che entro la fine dell’anno dovrebbe essere pronto un un codice deontologico degli operatori di Internet da applicarsi a livello nazionale.

Sviluppo calcolo dispositivi informatici, incremento pericolo per la privacy

Sviluppo calcolo dispositivi informatici, incremento pericolo per la privacy

Articolo di Tommaso Lombardi
http://punto-informatico.it
Ne è convinto Bruce Schneier, tra i massimi esperti mondiali di sicurezza informatica: le intercettazioni di massa sono rese possibili dall’incremento della potenza di calcolo di dispositivi informatici ormai a portata di tutti
Los Angeles (USA) – La legge di Moore non è soltanto un metro di misura per l’industria dei microprocessori: secondo Bruce Schneier, guru informatico ed esperto di sicurezza, l’aumento progressivo della potenza di calcolo dei computer è la causa indiretta dei nuovi rischi che attanagliano la privacy dei cittadini nell’era di Internet.

Schneier, intervenuto durante un convegno alla University of Southern California, sostiene infatti che la pervasività dei sistemi di sorveglianza è resa possibile dall’abbassamento del prezzo di mercato dell’hardware, unito all’incremento lineare delle prestazioni e della potenza di calcolo. Grazie a grandi quantità di strumenti informatici, governi e privati hanno possibilità di realizzare sistemi di intercettazione e controllo delle popolazioni, come telecamere sempre più sofisticate ed apparati per l’intercettazione di massa.

“La legge di Moore va a braccetto con gli strumenti intrusivi che possono ledere la privacy degli individui”, ha detto Schneier. In aggiunta all’incremento della potenza di calcolo diffusa, il guru ha sottolineato l’importanza del processo di miniaturizzazione degli apparecchi digitali. “Le telecamere di controllo sono già ovunque ed ancora riusciamo a vederle”, ha detto, “entro 10 anni non le vedremo più”.

L’intero discorso di Schneier è disponibile dal sito del Dipartimento di Diplomazia Pubblica della University of Southern California. L’esperto ha insistito sulla necessità di fare informazione pubblica sull’impatto che le tecnologie di controllo possono avere sul futuro della società. “Un tempo la sorveglianza di massa era impensabile”, ha specificato, “mentre adesso ci sono database del DNA per rintracciare chiunque”.

Trucchi per un buon sito: marketing e privacy a confronto

Trucchi per un buon sito: marketing e privacy a confronto

dal sito www.marketinginpillole.it

La credibilità è cruciale, anche un sito progettato professionalmente non venderà se i vostri clienti non credono in voi.
La natura impersonale di Internet genera un certo livello di diffidenza.
Il vostro sito web per avere successo deve superare questa tendenza.
1) Una dichiarazione di privacy chiara aumenterà la vostra credibilità.
2) Ogni sito web commerciale dovrebbe avere una dichiarazione di privacy online.
3) Fornite un collegamento alla vostra dichiarazione di privacy su ogni pagina del sito e soprattutto da qualsiasi posizione in cui si 4) chiedono informazioni personali ai vostri visitatori.
5) Fornite le informazioni sui contatti online.
6) Le vostre informazioni sui contatti dovrebbero includere un indirizzo di posta elettronica, indirizzo postale, numero di telefono e un numero di fax, se applicabile.
Se siete riluttanti ar fornire queste informazioni ai vostri clienti, come possono essi avere fiducia (o comprare) da voi?

Privacy: e' polemica per Facebook.com

Privacy: e’ polemica per facebook.com

 
di Eric Auchard

SAN FRANCISCO (Reuters) – Facebook.com, il numero due dei siti web statunitensi di “social network”, che sta rapidamente espandendo il suo pubblico al di fuori dell’ambiente studentesco, è finito al centro di una polemica sulla privacy da parte degli utenti dopo una serie di modifiche al design appena introdotte.

Fino a ieri sera, infatti, erano oltre mezzo milione, su 9 milioni e mezzo di utenti registrati, coloro che hanno firmato una petizione online che chiede alla società di cancellare la funzione “News Feed”, che notifica immediatamente ai membri gli aggiornamenti dei siti da parte degli amici.

Lunedì scorso la società di Palo Alto (California), fondata nel 2004 dall’allora studente dell’Università di Harvard Mark Zuckerberg, ha cominciato ad avvertire automaticamente gli utenti quando i loro amici mettono online nuove foto. Il sito consente anche di conoscere più facilmente informazioni sulle frequentazioni politiche o sociali dei membri, o sulle loro relazioni sentimentali.

Facebook è diverso dal suo principale rivale, MySpace.com, perché concede agli utenti un maggior controllo su ogni dettaglio pubblicabile o meno nei profili individuali dei membri.

La protesta degli utenti, originata sul web, si è diffusa ai campus, prendendo le forme di un’azione proto-politica

“Calma. Riprendete fiato. Vi ascoltiamo”, ha scritto Zuckerberg in una nota agli utenti comparsa martedì su Facebook.

“Pensiamo che siano grandi prodotti, ma sappiamo che molti di voi non ne sono immediatamente entusiasti, e li abbiamo trovati opprimenti e confusionari… Altre persone sono preoccupate che i non-amici posano vedere troppo su di loro”.

La reazione improvvisa fa seguito a una serie di preoccupazioni sulla privacy provocata da furti di dati su milioni di titolari di carte di credito, e anche alle notizie sempre più diffuse di adulti che prendono di mira adolescenti sulle pagine di MySpace.

Però, la protesta degli utenti di Facebook è nata non perché siano stati rivelati nuovi dati su di loro. Piuttosto, la modifica ha reso semplicemente più facile seguire le tracce di un amico.

La paura degli utenti sembra essere quella di essere preda di molestatori conosciuti, insomma.

“Siamo d’accordo, lo stalking non è una cosa simpatica, ma poter sapere cosa succede nella vita dei nostri amici lo è”, ha risposto Zuckerberg . “Nulla di quello che fate viene diffuso. Piuttosto, viene condiviso con le persone che si interessano a quello che fate, i vostri amici”

La minaccia di boicottaggio cade in un momento delicato per Facebook, che sta aumentando il numero dei nuovi membri in contemporanea col ritorno nelle classi nei circa 1.200 college e 22.000 high school che offrono account per il sito.

Facebook ha circa un decimo del numero degli utenti di MySpace.com – una divisione della News Corp. – che accetta iscritti di tutte le età e che è diventato molto popolare tra gli studenti universitari. La privacy è stata una fattore vincente per Facebook, ha ristretto inizialmente l’adesione solo a utenti internet che abbiano un indirizzo email col suffisso .edu, attribuito a chi è iscritto a un’istituzione educativa.

Quattro mesi fa, il sito ha cominciato a offrire ad alcune organizzazioni – tra cui le più grandi aziende, i gruppi non-profit e l’esercito – nuove adesioni. Finora sono 15.000 circa le organizzazioni che hanno aderito.
 

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