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	<title>Articoli sulla Privacy &#187; Privacy e professionisti</title>
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		<title>Privacy e professionisti, novità semplificazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 22:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy e marketing diretto]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy e professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[privacy professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[privacy semplificazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Privacy e professionisti, novità semplificazioni Il decreto sviluppo (art.6 decreto legge n. 70 del 2011) ha modificato, con decorrenza luglio 2011, gli adempimenti in materia di Privacy. Le novità sostanziali riguardano i seguenti aspetti: - non applicazione della normativa di cui al D.lgs. 196/2003 nei rapporti tra imprese (persone giuridiche) per finalità amministrative e contabili; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Privacy e professionisti, novità semplificazioni</strong></p>
<p>Il decreto sviluppo (art.6 decreto legge n. 70 del 2011) ha modificato, con decorrenza luglio 2011, gli adempimenti in materia di Privacy. Le novità sostanziali riguardano i seguenti aspetti:</p>
<p>- non applicazione della normativa di cui al D.lgs. 196/2003 nei rapporti tra imprese (persone giuridiche) per finalità amministrative e contabili;</p>
<p>- applicazione della normativa privacy nei rapporti intercorrenti tra imprese e soggetti privati e tra imprese e professionisti;</p>
<p>- applicazione della normativa privacy nei rapporti intercorrenti tra le imprese che si occupano di Marketing, sondaggi e ricerche di mercato (tipologie non rientranti nella definizione di attività amministrative e contabili;</p>
<p>- Sostituzione del Documento Programmatico per la sicurezza (DPS) con una specifica “autocertificazione” per i soggetti che trattano in materia esclusiva dati non sensibili o dati di natura sensibile o dati giudiziari ma che riguardano i propri dipendenti, collaboratori ed i rispettivi coniugi o parenti.</p>
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		<title>Da domenica i giornalisti non potranno parlare con i magistrati</title>
		<link>http://consulentiprivacy.org/articoli/da-domenica-i-giornalisti-non-potranno-parlare-con-i-magistrati.html</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 16:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fraser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy e professionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da domenica i giornalisti non potranno parlare con i magistrati articolo di Marco Cusumano http://stampapontina.it &#8220;Da domenica entra in vigore la nuova legge: i giornalisti non potranno pi parlare con i magistrati. Previsti contatti esclusivamente con il procuratore capo. Sar solo lui a decidere cosa si potr sapere e cosa dovr restare tra le mura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.ied.it/ied/mediabank/91/milano-giornalismo.jpg" align="left" />Da domenica i giornalisti non potranno parlare con i magistrati</strong>  </p>
<p>articolo di Marco Cusumano</p>
<p><a href="http://stampapontina.it/">http://stampapontina.it</a><br />
&#8220;Da domenica entra in vigore la nuova legge: i giornalisti non potranno pi parlare con i magistrati. Previsti contatti esclusivamente con il procuratore capo. Sar solo lui a decidere cosa si potr sapere e cosa dovr restare tra le mura delle procure.</p>
<p>Per il presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti del Lazio, Bruno Tucci questa normativa  un ennesimo ostacolo alla libert di stampa e al lavoro del cronista che ha il diritto e il dovere di informare l&#8217;opinione pubblica. Detto questo, aggiunge,  anche vero che oramai i pm erano diventati &#8216;prime donn che appena aprivano un&#8217;inchiestina lo rivelavano ai quattro venti, spesso compromettendo la stessa indagine, che cos andava a farsi benedire.</p>
<p>In ogni caso, le &#8216;mordacchi, di qualunque tipo, non aiutano e soprattutto non sono degne di un Paese libero e in linea con le regole base della democrazia. Purtroppo -lamenta Tucci- in Italia mancano sempre le mezze misure. Ora, se i procuratori decideranno di chiudersi a riccio e di non parlare, i giornalisti non avranno notizie e non riusciranno a raccontare i fatti secondo verit.</p>
<p>Giornalisti che, tra l&#8217;altro, sono sempre gli unici a fare le spese della violazione del segreto istruttorio -protesta il presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti del Lazio- Ma nessun cronista inventa na notizia: c&#8217; sempre qualcuno che gliela d&#8230; Noi non violiamo alcun segreto istruttorio. Semmai -conclude Tucci- riveliamo i segreti violati da altri.</p>
<p>Pienamente e fortemente contrari a questa normativa sono ovviamente all&#8217;Unci, l&#8217;Unione nazionale dei cronisti italiani, che con il suo presidente Guido Columba sottolinea che si tratta di una norma che tende a impedire l&#8217;uscita di notizie di cronaca giudiziaria. Dando solo in mano ai procuratori la decisione di divulgare o meno una notizia, di fatto si espropriano i giornalisti del loro ruolo.</p>
<p>Di pi: Giornalista, in questo caso -fa osservare Columba- diventa il procuratore capo, che decide cosa  notizia e cosa non lo , con una distorsione evidente dell&#8217;informazione e dello stesso diritto dei cittadini a essere informati. Pi che un filtro,  direttamente il rubinetto dal quale pu sgorgare una notizia oppure pu rimanere chiuso, lasciando tutti all&#8217;asciutto.  chiaro che, comunque, i cronisti continueranno a fare il loro lavoro, ma lavorando sott&#8217;acqua, con molte pi difficolt e affrontando gravi rischi, sia deontologici che giudiziari.</p>
<p>Dopo aver ricordato che l&#8217;Unci si  gi rivolta al ministro della Giustizia Clemente Mastella affinch acceleri la sospensione della normativa, perch temiamo che, una volta instaurata la nuova prassi, sar poi molto pi difficile tornare indietro, Columba confida nell&#8217;intelligenza dei magistrati nel capire quali danni pu provocare questa normativa. Csm e Anm si rendano anche conto della incongruit ad applicare una norma che comunque il nuovo governo si  gi impegnato a bloccare e cancellare, con un disegno di legge.</p>
<p>Ancora tre giorni e poi caler il sipario. Niente notizie, voci, indiscrezioni, anticipazioni su &#8216;Calciopol e su ogni altra inchiesta, minima o eclatante che sia. Da domenica prossima, infatti, i procuratori della Repubblica saranno l&#8217;unica fonte autorizzata per i giornalisti e in particolare per i cronisti giudiziari, per quanto riguarda la diffusione di notizie sull&#8217;attivit di ogni Procura. Gli stessi pm non potranno pi intrattenere rapporti diretti con la stampa. Sono gli effetti della norma riguardante le disposizioni in materia di riorganizzazione dell&#8217;ufficio del pubblico ministero contenute nell&#8217;articolo 5 del decreto legislativo numero 106 del 20 febbraio 2006, pubblicato in &#8216;Gazzetta Ufficial il 20 marzo scorso. Norma che, appunto, entrer in vigore a partire dal prossimo 18 giugno.</p>
<p>Il decreto -inserito all&#8217;interno della pi vasta riforma dell&#8217;ordinamento giudiziario varata dal governo Berlusconi su proposta dell&#8217;ex ministro della Giustizia Roberto Castelli- stabilisce che i rapporti con la stampa debbano essere tenuti personalmente dal procuratore della Repubblica o tramite un magistrato dell&#8217;ufficio appositamente delegato. Sono vietati i comportamenti che determinano la divulgazione di atti del procedimento coperti dal segreto o di cui sia previsto il divieto di pubblicazione.</p>
<p>Inoltre, ogni informazione sulle attivit della Procura dovr essere fornita attribuendola in modo impersonale all&#8217;ufficio, escudendo quindi ogni riferimento diretto ai magistrati assegnatari del procedimento giudiziario, che non potranno rilasciare dichiarazioni o fornire notizie agli organi d&#8217;informazione, fino a quando la singola sentenza non sar passata in giudicato. I magistrati accusati di aver &#8216;aggirat il divieto saranno obbligatoriamente segnalati al consiglio giudiziario dal loro procuratore e sottoposti a un procedimento disciplinare davanti al Csm.</p>
<p>Qui non si parla di un privilegio della &#8216;cast dei giornalisti, ma del diritto di ogni cittadino, riconosciuto esplicitamente dalla Costituzione, ad essere informato, compiutamente e correttamente, anche sui fatti che investono la cronaca giudiziaria, sottolinea Pierluigi Franz, consigliere nazionale della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti.</p>
<p>Ma ci si rende conto che, tanto per fare l&#8217;ultimo esempio del caso &#8216;Calciopol, gli italiani, in particolar modo i tifosi e gli sportivi in genere, sarebbero ad oggi completamente all&#8217;oscuro di tutta la vicenda?, si chiede. Stiamo per tornare indietro di oltre cinquant&#8217;anni nel rapporto fra giustizia e informazione.</p>
<p>Un rapporto, ricorda, minato anche da altri provvedimenti: dal tema della diffamazione a quello della violazione del segreto istruttorio, dal riconoscimento del segreto professionale ai rapporti con le procure, dal rispetto della privacy ai risarcimenti per querela e alla problematica relativa a Internet. Tutta la materia che riguarda il diritto d&#8217;informazione e la libert di stampa -propone il consigliere nazionale della Fnsi- dovrebbe essere inserita in un disegno di legge organico, che affronti il tema complessivamente. (Adnkronos)&#8221;</p>
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		<title>Privacy, giudice da&#039; ragione alla FCC: anche il VoIP potra essere intercettato</title>
		<link>http://consulentiprivacy.org/articoli/privacy-giudice-da-ragione-alla-fcc-anche-il-voip-potra-essere-intercettato.html</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 16:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fraser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy e professionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Privacy, giudice d ragione alla FCC: anche il VoIP potr essere intercettato articolo di Alessandra Talarico da http://trend-online.com Le VoIP company hanno perso la loro battaglia: anche loro dovranno permettere alle autorit di mettere sotto controllo le conversazioni effettuate su internet, in base a quanto previsto dal Calea Act che impone agli operatori di lasciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Privacy, giudice d ragione alla FCC: anche il VoIP potr essere intercettato</strong></p>
</li>
</ul>
<p>articolo di Alessandra Talarico</p>
<p>da <a href="http://trend-online.com/">http://trend-online.com</a></p>
<p>Le VoIP company hanno perso la loro battaglia: anche loro dovranno permettere alle autorit di mettere sotto controllo le conversazioni effettuate su internet, in base a quanto previsto dal Calea Act che impone agli operatori di lasciare delle backdoor di sorveglianza per consentire il controllo di una determinata linea telefonica.</p>
<p>Con due voti favorevoli e uno contrario, la Corte dappello del District of Columbia ha deciso di adottare una direttiva della FCC in base alla quale le compagnie che offrono servizi telefonici su internet devono dar facolt alle Autorit che debbano effettuare delle indagini di accedere alle loro reti, cos come gi fanno le compagnie telefoniche tradizionali.</p>
<p>Le reti private, cos come quelle universitarie sono comunque escluse dagli obblighi del Calea.</p>
<p>Lo scontro antecedente la decisone  stato molto aspro: il mese scorso un giudice della stessa Corte defin addirittura ridicolo il tentativo di far rientrare le chiamate su internet nelle maglie del Calea, una legge approvata dal Congresso nel 1994, quando la i telefonini cominciavano a diffondersi con prepotenza sul mercato consumer  ma ancora di VoIP non si parlava proprio &#8211; e le forze dellordine avevano difficolt a intercettare le telefonate sulle reti mobili.</p>
<p>Per evitare abusi venne per disposto che la legge non si applicasse ai servizi di informazione come le email, ai servizi online quali CompuServe, Prodigy, America Online o Mead Data o agli ISP.</p>
<p>Le societ che operano in ambito internet non sono considerate infatti dalla FCC societ di telecomunicazioni ma, appunto, sevizi di informazione.</p>
<p>Per il giudice Harry T. Edwards, dunque, la Commissione ha evidentemente dimenticato di leggere le parole dello statuto: il Calea non d alla FCC lautorit illimitata di definire come servizio di telecomunicazione qualsiasi cosa possa concepibilmente essere usata per assistere le forze dellordine.</p>
<p>Edwards sostiene che se un termine ha un chiaro significato tecnico, non si pu affermare che significhi qualcosa di diverso. Non si pu chiamare arancia un telefono solo perch si sta tentando di definire il telefono in base a un altro statuto. Questo non far di un telefono un frutto.<br />
Su questo punto si sono battuti, prima del giudice Edwards, anche le associazioni americane a<br />
difesa dei diritti civili, le universit e molte aziende hi-tech statunitensi che, preoccupati da una pretesa di controllo al di l di qualsiasi giustificazione, hanno presentato una petizione alla Corte dAppello perch rivedesse le nuove disposizioni.</p>
<p>Ma evidentemente il giudice non ha ritenuto fondato il loro scetticismo, ritenendo pi sensate le motivazioni della FCC e dellamministrazione Bush, che definisce la legge uno strumento necessario per catturare criminali, terroristi e spie che potrebbero altrimenti sfuggire alle indagini e trovare su internet un porto franco per le loro malefatte.</p>
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</p>
<p>Secondo la sentenza del giudice David B. Sentelle, infatti, la tecnologia che permette la trasmissione vocale offre le stesse identiche funzioni delle linee telefoniche tradizionali e le chiamate su internet possono, dunque, diventare oggetto di intercettazione.</p>
<div style="opacity: 0; position: absolute; left:-2696px;"><a href="http://www.newgirl.ro/?movie=welcome-to-the-rileys-dvd">welcome to the rileys video download</a></div>
<p>Il Calea prevede espressamente che la Commissione possa estendere la definizione di societ di telecomunicazione e per questo neghiamo la richiesta di riesame, ha spiegato il giudice nella ordinanza.</p>
<p>La legge sulle intercettazioni  stata varata nel 1994 e in base alle nuove disposizioni della FCC verr estesa alle comunicazioni via internet  ormai  certo  entro maggio 2007.</p>
<p>Per quella data, i fornitori di accesso ai servizi internet tradizionali, a banda larga, via satellite e via cavo nonch i fornitori come Vonage, dovranno assumere un atteggiamento definito &#8220;wiretap friendly&#8221; (favorevole alle intercettazioni) e dunque mettere in atto tutti gli strumenti tecnologici per consentire allFBI di intercettare le chiamate di potenziali terroristi.</p>
<p>Grazie alla decisione della Corte, dichiara lFBI in una nota, Spie, terroristi e criminali troveranno pi difficile migrare sui nuovi servizi internet per sfuggire ai sistemi di sorveglianza autorizzati dalle corti federali.</p>
<p>Lagenzia, come ha sempre fatto, collaborer con i provider VoIP per identificare le esigenze dellindustria e rilasciare gli standard e le specifiche tecniche necessarie a facilitare losservanza del Calea in maniera rapida, sicura ed economica.</p>
<p>La FCC, da canto suo, si  dichiarata soddisfatta della decisione della Corte che permetter alle forze dellordine di poter condurre legalmente una sorveglianza elettronica al passo con le nuove tecnologie.</p>
<p></p>
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		<title>Amato: password ai giornalisti dalle procure, Mastella annuncia ddl</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2006 11:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fraser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy e professionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Amato: password ai giornalisti dalle procure, Mastella annuncia ddl http://ilsole24ore.com Il Consiglio dei ministri valuter al pi presto un disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. L&#8217;annuncio del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha chiuso ieri sera l&#8217;ennesima giornata burrascosa sul tema intercettazioni. A rinfocolare la polemica erano state le dichiarazioni del ministro dell&#8217;Interno,Giuliano Amato, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amato: password ai giornalisti dalle procure, Mastella annuncia ddl<br />
</strong></p>
<p><a href="http://ilsole24ore.com/">http://ilsole24ore.com</a></p>
</li>
</ul>
<p>
Il Consiglio dei ministri valuter al pi presto un disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche.<br />
L&#8217;annuncio del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha chiuso ieri sera l&#8217;ennesima giornata burrascosa sul tema intercettazioni. A rinfocolare la polemica erano state le dichiarazioni del ministro dell&#8217;Interno,Giuliano Amato, che in commissione affari costituzionali, aveva denunciato l&#8217;esistenza di una prassi consolidata Tra procure e giornali per cui viene data al giornalista una password per entrare nel momento in cui un atto viene dato ai difensori. L&#8217;informazione era stata trasmessa ad Amato dal Prefetto di Potenza, Luciano Mauriello, e si riferiva proprio alla situazione della procura lucana, finita alla ribalta nelle settimane scorse per l&#8217;inchiesta del pm Woodcock su Vittorio Emanuele di Savoia. Amato ha poi trasmesso gli atti della vicenda al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che ha subito annunciato il ritorno degli ispettori ministeriali nella procura di Potenza. Dopo i &#8220;no comment&#8221; di ieri dei magistrati lucani, stamattina il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, ha provato a minimizzare i fatti: Potrebbe trattarsi del solito equivoco. &#8211; ha detto Iannuzzi &#8211; Cio di alcuni cd rom che vengono distribuiti agli avvocati difensori e persino al pg per comodit, per evitare la mole cartacea dei documenti. Ma  una procedura assolutamente e regolarmente autorizzata. La denuncia di Amato ha per rafforzato il partito dello stop all&#8217;abuso dello strumento intercettazioni: una proposta  arrivata proprio dal ministro dell&#8217;Interno: Le intercettazioninon attinenti al reato &#8211; ha detto Amato &#8211; dovrebbero essere accantonate e distrutte e mai comparire nel fascicolo. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha invece rilanciato l&#8217;idea di un disegno di legge governativo in materia. Il testo, secondo il ministro, dovrebbe prevedere modifiche legislative per introdurre adeguate sanzioni pecuniarie a carico di testate giornalistiche che pubblichino in modo illegittimo ocumenti coperti dal segreto istruttorio e d attuazione alla legge sulla privacy, in sintonia con le iniziative assunte dall&#8217; ufficio del Garante. Il problema delle intercettazioni esiste &#8211; insiste Mastella &#8211; e va affrontato al pi presto in Parlamento per arrivare a una soluzione condivisa.</p></p>
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		<title>Mail senza il consenso: si se a clienti e&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2006 10:37:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[strong>Mail senza il consenso: si se a clienti e&#8230; dal blog di www.eugeniolamesa.com La legge sulla privacy prevede che posso inviare email solo con il preventivo consenso del destinatario. Ma c un&#8217;eccezione che pochi conoscono, non serve il consenso se: - invio a clienti acquisiti; - per prodotti o servizi analoghi; - dando la possibilit [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><p> strong>Mail senza il consenso: si se a clienti e&#8230;</strong></p>
<p>
dal blog di www.eugeniolamesa.com</p>
<p>La legge sulla privacy prevede che posso inviare email solo con il preventivo consenso del destinatario. </p>
<p>Ma c un&#8217;eccezione che pochi conoscono, non serve il consenso se:<br />
- invio a clienti acquisiti; </p>
<p>- per prodotti o servizi analoghi;<br />
- dando la possibilit di cancellarsi.</p>
<p>Lo prevede l&#8217;art. 130 comma 4 della legge sulla Privacy, che cita:</p>
<p>
<p> Fatto salvo quanto previsto nel comma 1, se il titolare del trattamento utilizza, a fini di vendita diretta di propri prodotti o servizi, le coordinate di posta elettronica fornite dall&#8217;interessato nel contesto della vendita di un prodotto o di un servizio, pu non richiedere il consenso dell&#8217;interessato, sempre che si tratti di servizi analoghi a quelli oggetto della vendita e l&#8217;interessato, adeguatamente informato, non rifiuti tale uso, inizialmente o in occasione di successive comunicazioni.</p>
<p>L&#8217;interessato, al momento della raccolta e in occasione dell&#8217;invio di ogni comunicazione effettuata per le finalit di cui al presente comma,  informato della possibilit di opporsi in ogni momento al trattamento, in maniera agevole e gratuitamente.&#8221;</p>
<p>Non  valida lobiezione contro le campagna di e-mail marketing: Se volessimo fare una newsletter per i nostri clienti e/o rivenditori, dovremmo avere il consenso preventivo di ciascuno di loro, cosa che richiede mesi o anni.</p>
]]></content:encoded>
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