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Intercettazioni e privacy collettiva

Intercettazioni e privacy collettiva

Il sostituto Procuratore presso la Procura di Napoli, Henry John Woodcock, dice la sua sulle intercettazioni e la privacy collettiva. Famoso per i processi di “Vallettopoli” Woodcock si esprime sulla violazione da parte dei media della cosiddetta “privacy collettiva”, sostenendo che la stampa ha fatto bene quando ha violato un certo muro di omertà, mettendo sotto la lente d’ingrandimento comportamenti illeciti che hanno obbligato lo Stato ad intervenire, come in Campania. Le intercettazioni sono fondamentali, secondo Woodcock, in materie quali i reati contro la pubblica amministrazione e laddove ci sono collusioni tra le istituzioni e il mondo camorristico.L’ex procuratore riafferma però il principio: “Right to be alone”. Nel caso in cui sia in corso un’intercettazione coperta, la fuga di notizie più che essere preoccupante dal punto di vista della violazione della privacy, è preoccupante per  le ripercussione sull’indagine.

E dopo?

Per quanto riguarda il dopo discovery:

- da una parte, ci sono quegli atti rilevanti ai fine della determinazione della responsabilità penale che dovrebbero essere resi pubblici;

- dall’altra parte, si presentano atti non rilevanti o che riguardano terzi, che andrebbero preservati.

Ciò posto, dopo che gli atti sono stati messi a disposizione, non ci deve essere nessuna preclusione alla loro diffusione pubblica. Lo stesso magistrato non ha potuto negare, tuttavia, che nel circo mediatico ci sono degli interessi  eticamente discutibili, come quelli di magistrati che ricercano una sorta di visibilità mediatica o di avvocati, che affollano le “aule televisive” a costo di patrocini gratis, solo per ottenere pubblicità su larga scala

Facebook e la privacy

Facebook e la privacy

Perché Facebook s’interessa ora tanto della privacy? Tutto cambiato rispetto al febbraio 2009, quando Facebook aveva cercato di imporre condizioni d’uso che in pratica gli facevano ottenere ogni diritto sui dati dei suoi iscritti. Allora le proteste furono tali che in due giorni tutto fu cancellato. Oggi tutto è differente e maggiori possibilità di controllo sono state attribuite agli utenti sui contenuti inseriti. Cancellarsi e sparire non è più u’utopia, è possibile adesso costituire gruppi ristretti, definendo con esattezza le persone con cui condividere certe informazioni e la dashboard per le applicazioni di terze parti consente di tenere sotto controllo la diffusione dei propri dati. Certo non tutti gli utenti sanno gestire le loro impostazioni privacy. Se siete utenti non esperti vi consigliamo di controllare bene e impostare bene le opzioni privacy. Vale la pena di impiegarci un po’ di tempo; può sembrare inizialmente una scocciatura, ma vi assicuriamo che ne va della vostra riservatezza. Come “training” potete sempre vedervi il film The Social Network, appena uscito negli Stati Uniti è già salito in testa alle classifiche, certo non ha giovato all’immagine di Facebook, ma non sarà la causa dell’abbandono degli utenti affezionati al social network, semmai potrebbe indirizzare correttamente le azioni di Facebook in futuro…

Governo Prodi e Garante Privacy

Governo Prodi e Garante Privacy

http://trendonline.it

Secondo Romano Prodi il Garante della privacy c”, ma come se non ci fosse: se non si fosse svegliato il governo ad emanare un decreto legge ad hoc saremmo ancora al punto di partenza con l”abuso delle intercettazioni telefoniche…

Ma il problema non riguarda solo le intercettazioni telefoniche illegali e perci abusive dell”ignobile centrale d”ascolto di Telecom, ma anche quelle legali disposte in maniera esorbitante dall”Autorit Giudiziaria. Queste ultime possono considerarsi a buon diritto illecite, se non abusive, qualora siano svolte senza limiti precisi o se date sconsideratamente in pasto all”opinione pubblica attraverso giornali e televisioni.
Il Ministro dell”Interno, Giuliano Amato, aveva giustamente messo il dito sulla piaga gi qualche mese fa quando accenn che bisognava in qualche modo spezzare il complice cortocircuito tra magistratura e giornalisti che spinge a rendere pubbliche conversazioni di carattere strettamente privato e di nessuna rilevanza penale. Poi non si fece nulla per rimediare a questa prassi da basso impero che continua a contaminare la vita collettiva, nessun intervento risolutivo venne posto in atto dalle Autorit di garanzia preposte.

Ci voleva la vicenda delle intercettazioni private di Telecom ( ma lo scandalo- bluff di Telecom Serbia aveva gi rivelato qualcosa di marcio) per risvegliare finalmente lo spirito bypartisan di governo e opposizione che sono riusciti a concordare un primo decreto legge per togliere ogni valore legale alle intercettazioni non autorizzate. Probabilmente stato un riflesso condizionato ad aver spinto quasi tutti i parlamentari ad erigere le prime difese a favore della nostra e della loro privacy. Se non altro in tal modo la classe politica evita il pericolo di essere posta a turno sotto processo dall”opinione pubblica per qualche incauta conversazione telefonica ancora pi incautamente pubblicata. Si sa poi che la magistratura pu procedere a sua discrezione sulla base di qualunque notizia di reato….

La violazione della privacy non riguarda solo personaggi illustri o di potere e le loro eventuali magagne, ma colpisce e solleva inquietudini nel cittadino comune che pu essere spiato a sua insaputa dal Grande Fratello e trovare l”indomani le proprie conversazioni private spiattellate sui giornali. Ma in quale altro Paese europeo ci pu succedere?
Siamo giunti a questo punto nonostante in Italia esista e funzioni ( piuttosto male secondo Prodi) un”Authority preposta, il Garante della privacy, a protezione dei dati personali. Quello dell”Authority, se esercitato, un compito spinoso e obbligatoriamente selettivo in tempi di minaccia terroristica come questi, quando le esigenze della privacy possono contrastare con quelle della sicurezza.

Il problema del rapporto sicurezza-privacy comune a tutte le democrazie occidentali, ma solo da noi mancano livelli adeguati di protezione dell”ordinaria privacy individuale.
Di chi la colpa?

Anche su questo fronte inizia (ma presto finir) il solito palleggio delle responsabilit tra Governo e Parlamento che accusano il Garante della Privacy di non essere intervenuto in tempo in una materia di sua competenza per prevenire o regolare, e le rimostranze opposte dello stesso Garante che contesta la mancanza di poteri effettivi e dei mezzi per esercitarli.
E” una querelle che paradossalmente oppone il Presidente del Consiglio a Stefano Rodota”, primo presidente dell”Authority dal 1997 al 2005, all”attuale presidente Francesco Pizzetti, tutti dell”area di centrosinistra.
La realt che l”Italia si riempita negli anni “90 di Authorities indipendenti di vario rango e funzioni, di garanzia, di vigilanza, di controllo, con la presunzione di seguire, sia pure in ritardo, il modello anglosassone di protezione neutrale del cittadino-consumatore, ma senza che venissero conferiti poteri netti e precisi alle nuove istituzioni. Persino la scelta dei componenti delle Autorit di Garanzia e Controllo pi che seguire i criteri della competenza professionale, sottoposta ad un accorto dosaggio interpartitico per non scontentare nessuno. Si pu dire che la partitocrazia cacciata dalla porta comodamente rientrata dalla finestra con gli stessi risultati di immobilismo, di inconcludenza, di inefficienza complessiva del sistema.

Ora una delle principali Authority, quella della privacy, ad essere posta sul banco degli accusati per inefficienza e quindi la palla non pu non tornare alla politica, alla capacit ultima di decidere e di intervenire dei poteri legislativo ed esecutivo. Se manca quest”ultimo anello tutto si risolve in un defatigante rapporto dialettico tra le varie Autorit indipendenti

, , Colorado.edu, , , , , , , Columbia.edu, , , , , , , , , , Computer.org, , , , , , , , , , , , , , , , , Copyright.gov, , , , Cornell.edu, , , , , , , , , , , , CreativeCommons.org, , , , , , , Debian.org, , , , , , , , , , , , , , DHHS.gov, DHS.gov/dhspublic/, , , , DOI.gov, , , , , , , , , , , , , , , , , , Duke.edu, , , , ,