December 14, 2011
Intercettazioni e privacy collettiva
Intercettazioni e privacy collettiva
Il sostituto Procuratore presso la Procura di Napoli, Henry John Woodcock, dice la sua sulle intercettazioni e la privacy collettiva. Famoso per i processi di “Vallettopoli” Woodcock si esprime sulla violazione da parte dei media della cosiddetta “privacy collettiva”, sostenendo che la stampa ha fatto bene quando ha violato un certo muro di omertà, mettendo sotto la lente d’ingrandimento comportamenti illeciti che hanno obbligato lo Stato ad intervenire, come in Campania. Le intercettazioni sono fondamentali, secondo Woodcock, in materie quali i reati contro la pubblica amministrazione e laddove ci sono collusioni tra le istituzioni e il mondo camorristico.L’ex procuratore riafferma però il principio: “Right to be alone”. Nel caso in cui sia in corso un’intercettazione coperta, la fuga di notizie più che essere preoccupante dal punto di vista della violazione della privacy, è preoccupante per le ripercussione sull’indagine.
E dopo?
Per quanto riguarda il dopo discovery:
- da una parte, ci sono quegli atti rilevanti ai fine della determinazione della responsabilità penale che dovrebbero essere resi pubblici;
- dall’altra parte, si presentano atti non rilevanti o che riguardano terzi, che andrebbero preservati.
Ciò posto, dopo che gli atti sono stati messi a disposizione, non ci deve essere nessuna preclusione alla loro diffusione pubblica. Lo stesso magistrato non ha potuto negare, tuttavia, che nel circo mediatico ci sono degli interessi eticamente discutibili, come quelli di magistrati che ricercano una sorta di visibilità mediatica o di avvocati, che affollano le “aule televisive” a costo di patrocini gratis, solo per ottenere pubblicità su larga scala




