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Asl invia lettera per richiedere il consenso ai cittadini

L’Azienda Sanitaria della Valle d’Aosta ha inviato ai cittadini i cui medici non hanno comunicato il loro consenso all’Asl stessa, un’informativa sul trattamento dei dati personali e la relativa richiesta di consenso. In medici avrebbero dovuto informare e chiedere il consenso ai cittadini, dopo di che, avrebbero dovuto comunicare con la Asl, in modo da evitare una doppia richiesta.

I cittadini dovranno esprimere il loro consenso entro il 15 marzo, salvo i trattamenti urgenti e di quelli disposti dall’autorità pubblica, per i quali il consenso non è necessario. In caso di mancato consenso si parla di “impossibilità di erogare le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie”.

La notizia ha dell’incredibile. Già è abbastanza difficile pensare alla necessità di un consenso scritto per le prestazioni ordinarie erogate in ospedale. Cosa diversa le prestazioni sperimentali per le quali è comprensibile la necessità di un consenso scritto. Ve lo immaginate il cittadino che si reca alla Asl per una prestazione e non gli viene erogata perché non ha dato il consenso? Ma non lo poteva dare direttamente alla Asl al primo contatto? Ma non è possibile gestire un consenso informatico che eviti l’accumulo di scartoffie e il moltiplicarsi delle firme?


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