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Documento programmatico sulla sicurezza fino al 31/08

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Il servizio è rivolto solo alle piccole strutture e non prevede l’assistenza successiva di un consulente personale.

I tempi di realizzazione sono di 7 giorni dalla prenotazione del servizio e sono così contenuti grazie alla nostra esperienza e alla vostra conoscenza della realtà aziendale. Prenota il servizio: www.consulentiprivacy.it/easyprivacy.htm

Gli investigatori possono mettere cimici nelle auto

Intercettazioni auto

 

La Cassazione ha prosciolto alcuni investigatori privati che avevano messo cimici in auto private a fini di investigazione. A base della decisione il fatto che non esiste alcuna norma sulla privacy che tutela la riservatezza delle conversazioni che si svolgono in auto.

Pubblicità per telefono, ora basta

La regola è che se qualcuno vuole chiamarci per vendere un prodotto o un servizio, deve avere il nostro consenso per usare il nostro numero telefonico.

Numerosi sono stati gli abbonati che hanno segnalato al Garante la ricezione di chiamate promozionali indesiderate effettuate da e per conto di diversi operatori telefonici o aziende che promuovevano beni o servizi.
E’ così partito lo stop del Garante privacy al marketing selvaggio e alle telefonate promozionali indesiderate. Divieto del trattamento dati per alcune società (Ammiro Partners, Consodata e Telextra) che hanno raccolto e usato illecitamente numeri telefonici di milioni di  utenti (ovvero senza aver informato gli interessati e senza il loro specifico consenso alla cessione delle loro informazioni personali ad altre società).

Divieteo anche per altre aziende come Wind, Fastweb, Tiscali e Sky, che hanno acquistato da queste società i database allo scopo di poter contattare gli utenti e promuovere i loro prodotti e servizi tramite call center e non si sono preoccupate minimamente di accertare che gli abbonati avessero acconsentito alla comunicazione dei propri dati e al loro uso a fini commerciali.

Previste anche sanzioni penali per la non osservanza del divieto dell’Autorità Garante per la Privacy.

File sharing e controllo sugli utenti

L’Autorità Garante per la privacy italiana ha deciso che è reato spiare e controllare coloro che scaricano o condividono file in rete (file sharing), recuperando gli indirizzi Ip dei computer e l’attività di condivisione dei files.

L’inchiesta è nata a seguito della denuncia dell’attività della società casa discografica Peppermint, che aveva incaricato un’azienda specializzata per scovare coloro che scaricavano illegalmente  canzoni. I tabulati con gli indirizzi ip degli utenti e le loro attività una volta in possesso della Peppermint venivano utilizzati per paventare denunce legali e richiedere agli utenti un risarcimento danno.

 

Videosorveglianza in condominio

Videosorveglianza in condominio

Nel caso sia un intero condominio a voler installare un impianto di videosorveglianza delle aree comuni (ingresso, cortile, scale, parcheggio ad esempio), il Garante della Privacy evidenzia a Parlamento e Governo che non vi sono indicazioni precise nel Codice Privacy e che è opportuno disciplinare la situazione.
Ad esempio: basta per l’installazione di telecamere il consenso dei proprietari o ci vuole anche quello degli inquilini in affitto? Con quale maggioranza si decide? E ancora

Visto che l’art. 615 bis del codice penale sanziona chiunque si procuri indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge nel domicilio (domicilio che secondo alcune decisioni giurisprudenziali comprende anche le aree comuni) ciò potrebbe comportare la necessaria acquisizione del consenso di un numero assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione.

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