January 2, 2007
Carte di credito e emails controllate per chi vola negli USA
Carte di credito e emails controllate per chi vola negli USA
di Enrico Brivio
Da Londra si è levato ieri un grido di allarme per la scarsa tutela della privacy dei viaggiatori europei verso gli Stati Uniti: secondo il quotidiano «Daily Telegraph», l’accordo antiterrorismo tra Usa e Ue raggiunto in ottobre sul trasferimento dei dati permette alle autorità americane di avere un ampio accesso alle transazioni effettuate con carte di credito e ai messaggi email dei passeggeri aerei.
Facendo riferimento a documenti ottenuti dal dipartimento dei Trasporti britannico, il quotidiano euroscettico inglese sostiene che le agenzie governative americane, disponendo dei dati della carta di credito del viaggiatore, possono ispezionare anche transazioni finanziarie che vanno al di là dell’acquisto del biglietto; inoltre, l’accesso alla casella di posta elettronica permetterebbe agli ispettori di Washington di avere accesso anche a messaggi non legati agli scambi con la compagnia aerea. Una situazione che ha portato Shami Chakrabarti, direttore dell’organizzazione per i diritti umani Liberty, a dirsi «inorridito»: «È la rinuncia ai diritti delle persone che viaggiano negli Stati Uniti».
Da Bruxelles,fonti comunitarie hanno però gettato acqua sul fuoco, sostenendo che sia i dati sui movimenti delle carte di credito sia quelli relativi a messaggi email «esulano dal quadro dell’accordo UsaUe». Il numero dicartadicredito e di indirizzo email sarebbero trasmessi solo per verificare l’identità del viaggiatore. Funzionari europei hanno poi precisato che le autorità americane hanno garantito che eventuali accertamenti saranno circoscritti a casi sospetti. Inoltre, l’Fbi e altre agenzie Usa si sono impegnate a garantire lo stesso livello di protezione della privacy offerto dall’Ufficio americano delle dogane, che già otteneva i dati dei passeggeri europei dopo l’11 settembre. L’intesa sul trasferimento dati costituisce un accordo ponte valido fino al luglio 2007, in attesa di negoziare con Washington un sistema definitivo. Negoziato che, secondo quanto affermato dal vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, potrebbe quest’anno essere affiancato da un’altra trattativa con le autorità americane per garantire la privacy dei dati bancari trasmessi dal consorzio Swift.
L’accordo UsaUe in vigore sui dati dei passeggeri è stato siglato in ottobre dopo un tormentato negoziato. L’intesa ha sostituito un precedente protocollo d’intesa del 2004, annullato in maggio dalla Corte di Giustizia Ue, per l’errata base legale. Sono ora 34 i diversi tipi di informazioni ( come nominativo,indirizzo, numero di telefono e carta di credito,ect.) trasmessi alle autorità americane. L’ultimo accordo ha previsto che il dipartimento Usa di Sicurezza interna possa «diffonderle più facilmente» verso altre agenzie, garantendo però lo stesso livello di privacy.




