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Master Universitari in materia di Privacy e sicurezza informatica

Master Universitari in materia di Privacy e sicurezza informatica
http://interlex.it
 
 
“La Sapienza” - Due Master Universitari in “Sicurezza dei sistemi e delle
reti informatiche” e “Gestione della sicurezza informatica”

Si terranno a Roma, presso il Dipartimento di Informatica dell’Università
di Roma “La Sapienza”, nel periodo novembre 2006-luglio 2007, sotto la
direzione del Prof Luigi Vincenzo Mancini ( www.di.uniroma1.it/mancini ),
due Master di primo e secondo livello per formare esperti nella
realizzazione e gestione della sicurezza informatica.

“Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche per l’impresa e la
pubblica amministrazione”, questo il nome del Master di primo livello,
quest’anno alla sua quarta edizione, a cui si può accedere con la laurea
triennale. Insegna le tecniche e le tecnologie informatiche per rendere
sicuri reti e sistemi. Obiettivo del master di secondo livello “Gestione
della sicurezza informatica per l’impresa e la pubblica amministrazione”,
a cui si accede invece con la laurea specialistica, è formare manager in
grado di padroneggiare le problematiche e gestire i processi della
sicurezza dell’informazione all’interno di organizzazioni complesse.

Entrambi i Master rappresentano tappe di un percorso formativo che, come
spiega il direttore dei Master, il professor Luigi Vincenzo Mancini,
“seguono l’evoluzione dell’information security formando esperti altamente
qualificati in risposta alla necessità, sempre più pressante, di sicurezza
informatica in ambito pubblico e privato”.

I Master sono rivolti a laureati provenienti principalmente dalle aree
scientifiche dell’informatica, dell’ingegneria, della fisica, della
matematica, della statistica e dell’economia che abbiano una buona
conoscenza della lingua inglese. Per venire incontro alle esigenze di chi
già lavora e coglie l’opportunità formativa del master per crescere nella
vita professionale, le attività formative sono concentrate in due giorni a
settimana e raggruppate in tre periodi con lo svolgimento di un project
work finale. Il materiale delle lezioni viene reso disponibile on-line
agli allievi attraverso una piattaforma di e-learning ed è possibile
partecipare ai Master anche in qualità di uditori.

Entrambi i Master prevedono lo svolgimento di un project work finale
d’interesse aziendale frutto di collaborazioni con aziende partner come ad
esempio, Alenia Spazio, Anas, Caspur, Clavister Italia, Lottomatica,
Nazioni Unite (Information tecnology service division), Selex-Comms, e
Telespazio S.p.A., oltre che con differenti istituzioni pubbliche. Il
project work è finalizzato ad attestare le conoscenze acquisite durante il
periodo formativo, e viene discusso a conclusione del corso, alla presenza
di un’apposita commissione d’esame.

I corsi sono al via per l’anno accademico 2006/2007; chi fosse interessato
a frequentare i Master anche in qualità di uditore può trovare maggiori
informazioni all’indirizzo http://mastersicurezza.uniroma1.it oppure
contattando la segreteria del master all’indirizzo mastersicurezza@di.uniroma1.it 

Symantec privacy e truffe on line, in aumento con il phishing

Symantec privacy e truffe on line, in aumento con il phishing

dal sito www.assodigitale.it 

Preoccupante aumento del fenomeno del Phishing nel mondo: secondo il rapporto Internet Security Threat, realizzato da Symantec, in sei mesi i tentativi di phishing sono aumentati di circa il doppio, causando problemi non di poco conto in tutto il mondo dal momento che ogni messaggio può raggiungere centinaia di migliaia di destinatari. Secondo Symantec, infatti, sono stati inviati più di 157.000 messaggi unici di phishing in tutto il mondo nella prima metà del 2006 e si registra un aumento dell’81% rispetto agli ultimi sei mesi del 2005. “Il crimine organizzato su Internet esiste ed è interessato alle attività di phishing. Cerca di colpire gli utenti a casa, che sono diventati l’anello più debole della catena”, ha detto il ricercatore Ollie Whitehouse. “Per fare questo, setacciano siti di socializzazione e siti personali. Al momento, quasi tutti hanno lasciato un’impronta digitale che può essere sfruttata”, ha aggiunto Whitehouse. A ciò si aggiunge il fatto che i phishers sono diventati sempre più abili e le loro tecniche sempre più sofisticate al punto da superare i filtri antispam e i meccanismi di difesa presenti sui computer degli utenti e delle aziende. “Le nuove minacce online sono molto più maligne, oltre a essere in grado di sfruttare ogni opportunità”, ha dichiarato Enrique Salem, presidente dell´area consumer di Symantec. “Durante i mondiali di calcio circolava una gran quantità di phishing email in cui si chiedeva un´iscrizione in cambio di un biglietto. Ma era solo una truffa, ideata per carpire dati sensibili, nome, password e numero di carta di credito per poi rivenderli, magari dall´altra parte del mondo. Per questo, la metà gli utenti del web non si sente sicura quando invia i propri dati in rete”. “Con il veloce sviluppo di nuove tecnologie, come la banda larga”, ha continuato Salem, “le aziende che si occupano di sicurezza hanno cambiato strategie. Anni fa, agli esordi dell’industria per la sicurezza informatica, la preoccupazione maggiore era quella di proteggere materialmente i computer. Norton Utilities era stato costruito intorno all´idea: Come posso ritrovare i file danneggiati?. Poi sono arrivati i virus. Qualche anno fa, grandi epidemie di virus informatici hanno avuto molta visibilità: erano attacchi di massa, senza un target preciso. Con la banda larga, che ci permette di avere una connessione ininterrotta, il pericolo è molto più indirizzato al furto dei dati personali a scopo di profitto”. Il fatto è , ha concluso Salem, “non abbiamo bisogno solo di proteggere i nostri computer, ma anche le nostre azioni, ciò che facciamo elettronicamente, come ad esempio eseguire online transazioni commerciali. Rappresentano comunque un pericolo anche l´istant messaging o le chat, considerati da molti come un gioco, senza contare le preoccupazioni per quello che possono fare i figli online. Chi c´è dall´altra parte della rete? Potrebbe nascondersi un potenziale predatore, un pedofilo”.

Passaporti Rfid e privacy, affidabili?

passaportoPassaporti Rfid e privacy, affidabili?

I passaporti elettronici stanno mostrando già le prime crepe, sollevando interrogativi sull’affidabilità e la tutela della privacy. Il Dipartimento di Stato americano ha ammesso che la lettura dei chip RFID nei passaporti mostra una percentuale di errore dal 27% al 43% in più rispetto a prima. Infine il Guardian ha scritto un reportage in cui si dimostra come i dati sensibili oggi siano alla portata di chiunque, grazie alle nuove tecnologie non adeguatamente coperte. I sistemi di cifratura avanzata non proteggono le informazioni sui chip, ma soltanto la lettura dell’Rfid. 

Privacy e sicurezza: la parola a Ernst & Young

Privacy e sicurezza: la parola a Ernst & Young

http://datamanager.it
Secondo un’indagine pubblicata da Ernst & Young che ha coinvolto anche l’Italia emerge dal campione nazionale come la privacy sia uno dei principali fattori nello sviluppo di strategie di sicurezza informatica: il 93% degli intervistati ha dichiarato, infatti, che questo è stato il tema che, negli ultimi 12 mesi, ha maggiormente coinvolto la funzione Information Security nella propria organizzazione.

L’Information Security è considerata sempre più un elemento fondamentale per lo sviluppo del business in quanto, in un sistema economico globalizzato, nel quale le maggiori opportunità spesso comportano anche maggiori rischi, è importante che le aziende si tutelino elevando il livello della propria sicurezza informatica.

E’ quanto afferma la nona edizione annuale del Global Information Security Survey pubblicato da Ernst & Young. Tra le cinque priorità fondamentali, identificate dall’indagine come le più importanti per poter raggiungere il successo, la protezione dei dati personali e della privacy è quella che oggi si è posta più decisamente all’attenzione del management aziendale.

Lo studio, Achieving success in a globalized world – Is your way secure?, riporta il punto di vista di circa 1200 manager della sicurezza informatica operanti in 48 paesi, così come riporta un significativo benchmark su come questo tema sia affrontato in più di 350 organizzazioni in 38 paesi diversi.

Fabio Merello, Partner Ernst & Young, responsabile del dipartimento Technology and Security Services, ha commentato: “Abbiamo identificato le cinque priorità fondamentali in tema di Information Security: le società si stanno attrezzando per poter far fronte a queste esigenze ma è importante essere consapevoli che ciò non basta e che sono necessari continui sforzi per rimanere allineati alle crescenti esigenze relative ad una gestione efficace del rischio. La privacy e la tutela dei dati personali sono tra le più evidenti priorità, oltre a essere tra i temi più vicini al consumatore nell’ambito della sicurezza informatica. Sono, infatti, diventate temi di grande interesse, a causa della crescente attenzione dei consumatori motivata da alcune lacune emerse in importanti sistemi di sicurezza e dalla forte focalizzazione sul tema da parte del legislatore. Comprensibilmente questa è tra le aree in cui le aziende si sono attivate maggiormente, formalizzando policy adeguate”.

Per quanto riguarda l’Italia, il campione nazionale concorda nell’individuare la privacy come uno dei principali fattori nello sviluppo di strategie di sicurezza informatica: il 93% degli intervistati ha dichiarato, infatti, che questo è stato il tema che, negli ultimi 12 mesi, ha maggiormente coinvolto la funzione Information Security nella propria organizzazione.
Fabio Merello ha aggiunto a questo proposito: “ Le società sono ben consapevoli che la problematica relativa alla tutela della privacy e dei dati personali è molto vasta. La nostra indagine mostra come essa continuerà ad essere prioritaria e richiederà, da parte delle aziende, particolare attenzione nella definizione delle misure atte a prevenire i rischi”. Anche nei prossimi 12 mesi, infatti, per il 67% degli interpellati italiani, questo tema continuerà ad essere prioritario e ad attirare significativi investimenti.

Le cinque priorità in tema di sicurezza informatica
Ernst & Young, sulla base dell’ultima indagine realizzata e dei risultati delle edizioni precedenti, ha identificato le cinque priorità in tema di sicurezza informatica, dove sono stati fatti progressi ma dove è necessario un continuo miglioramento: l’integrazione della sicurezza informatica all’interno dell’organizzazione: integrando la sicurezza informatica all’interno delle principali aree di business, con un conseguente incremento di visibilità e risorse; il cambiamento dell’impatto della compliance: passando dalla compliance richiesta a quella proattiva, apportando miglioramenti in tema di gestione del rischio nell’organizzazione; la gestione del rischio derivante da rapporti con terzi: individuando le sfide, i temi e le azioni necessarie ad una corretta gestione dei rischi connessi con i fornitori e i partner esterni; la centralità dei temi della privacy e della protezione dei dati personali: mantenendo un approccio proattivo e complessivo al fine di minimizzare i rischi; la progettazione e realizzazione della sicurezza informatica: utilizzando le richieste di conformità e le esperienze relative agli incidenti quali leve per generare nuovi investimenti per rafforzare le competenze e le difese.
La Compliance si conferma come il primo driver
Mentre la tutela della privacy e dei dati personali si confermano come temi di primaria importanza, la conformità alle norme ed ai regolamenti di settore si dimostra, per il secondo anno consecutivo, il principale driver in termini di impatto attuale e prospettico (prossimi 12 mesi) sulle attività di Information Security.
Circa l’80% dei partecipanti allo studio è concorde nel sostenere che gli impegni e le attività indirizzate al raggiungimento della conformità a norme e regolamenti hanno significativamente contribuito al miglioramento della Information Security aziendale. Il prossimo passo importante per le aziende sarà quello di indirizzare la razionalizzazione ed ottimizzazione degli interventi in materia di Information Security al fine di sostenere ed integrare i controlli e i processi realizzati nell’ambito della risposta ad esigenze di conformità normativa.

I rischi nei rapporti con i terzi
Le aziende hanno mostrato un’accresciuta sensibilità in merito alle tematiche e alle azioni richieste per gestire i rischi connessi nell’ambito delle relazioni con i terzi, specialmente in merito all’utilizzo dei dati aziendali da parte di fornitori di servizi in outsourcing.
Più di un terzo dei partecipanti allo studio ha dichiarato di disporre di procedure formalizzate per la gestione dei rischi connessi ai fornitori. Per l’Italia questa percentuale si attesta intorno al 33%. Lato fornitori ci si aspetta inoltre che nei prossimi anni ci sia una crescente attenzione nei riguardi della conformità a standard in ambito Information Security. Tuttavia lo studio evidenzia che attualmente la maggior parte delle aziende affronta i rischi connessi ai fornitori utilizzando politiche e procedure non formalizzate. Più del 50% dei partecipanti allo studio ha affermato di gestire il rischio connesso ai fornitori in modo informale, o in nessun modo. Solo il 14% delle aziende, il 7% in Italia, richiede ai propri fornitori una revisione indipendente delle attività di privacy e Information Security basate sulle best practice e sugli standard di riferimento.
Fabio Merello conclude: “Complessivamente il nostro Global Information Security Survey 2006 conferma che l’Information Security nelle aziende è considerata molto importante. Lo studio dimostra che molte aziende stanno conseguendo risultati significativi nell’ambito della riduzione dei rischi rafforzando l’Information Security. Questo obiettivo viene perseguito in virtù di investimenti crescenti, maggior coinvolgimento dei vertici aziendali, pressioni normative e maggiore consapevolezza.”

Uno sguardo al futuro: linee di tendenza per il 2007
Il 2006 Global Information Security Survey evidenzia alcune linee di tendenza per il prossimo futuro: le esigenze di conformità verso norme e regolamenti continueranno a dominare l’Information Security, ponendo alle aziende problematiche in merito alle modalità di mantenimento nel tempo della conformità e alla sua integrazione nell’ambito di una gestione integrata del rischio complessivo aziendale e dei relativi processi interni di controllo; la privacy continuerà ad essere elemento di grande preoccupazione per le aziende e per i responsabili dell’Information Security; i requisiti di certificazione verso standard riconosciuti acquisiranno sempre maggiore consenso come fattori chiave per l’Information Security; le comparazioni in termini di benchmarking sia verso gli standard che verso le best practice implementate dalle aziende del medesimo settore saranno sempre più importanti e riconosciute; la consapevolezza che i rischi informatici saranno sempre più intrinsecamente correlati ai più ampi obiettivi di business renderà prioritario un ruolo proattivo per l’Information Security all’interno delle aziende.

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