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TV: Garante Privacy, reality in carcere rispetti detenuti

TV: GARANTE PRIVACY, REALITY IN CARCERE RISPETTI DETENUTI
Roma- (Adnkronos) - ”Una cosa e’ l’informazione sulla realta’ carceraria, tutt’altra cosa la spettacolarizzazione di situazioni di disagio”. E’ questo il concetto base della risposta del Garante della Privacy, al Ministero della Giustizia che lo aveva interpellato sul progetto di una trasmissione televisiva stile ‘reality’ da realizzare, nel carcere di Viterbo, a cura di Maurizio Costanzo per Italia 1. Sedici ore di registrazione in cella al giorno, dalle quali estrarre una puntata quotidiana di mezz’ora.

La relazione di Mauro Paissan, fatta propria dal Collegio del Garante, afferma come assoluta la tutela della dignita’ del detenuto nel rendere noti drammi e momenti del tutto privati della vita carceraria. ”Il consenso degli interessati -spiega Paissan- e’ importante, ma non e’ di per se’ sufficiente: rappresenta soltanto uno dei presupposti da tenere presente, per il quale ci si dovra’ peraltro assicurare che si tratti di una manifestazione di volonta’ realmente libera e basata su un’adeguata informazione preventiva, volta a spiegare bene anche gli effetti di una prolungata esposizione al pubblico. Occorre quindi che il Ministero valuti l’iniziativa nel suo insieme, senza limitarsi alla pur necessaria disponibilita’ dei singoli detenuti e degli altri soggetti coinvolti”.

 

Registrazioni e tutela della privacy

Registrazioni e tutela della privacy
L’esaltazione della logica “Do ut des”.

http://zeusnews.it

 

 

 

In internet è davvero tutto gratis come sembra? Certo i servizi e i siti a pagamento sono tanti, ma l’idea che superato il periodo pioneristico la rete avrebbe finito per somigliare alla “vita reale” dove tutto è a pagamento, è ormai da tempo abbandonata.

Oggi è così possibile navigare ottendendo informazioni, dati, software e appartenere a comunity senza sborsare un soldo e naturalmente in piena legalità. Ma se si esclude la sfera hobbistica di quanti mantengono un piccolo sito in uno spazio gratuito, come si sostengono gli altri? La risposta, croce di molti e delizia di qualcuno, è la pubblicità.

Un’altra idea da tempo abbandonata è che qualunque attività in rete possa essere automaticamente redditizia, grazie al consenso implicito assicurato verso tutto ciò che è online e grazie ai mitizzati contributi pubblicitari.

In realtà anche se l’attenzione di piccole e grandi imprese verso questo media è notevolmente cresciuta nel tempo, ciò che è radicalmente mutato è l’approccio pubblicitario alla rete. Dai semplici banner statici sono stati fatti moltissimi passi in avanti (o indietro, a seconda dei punti di vista) per rendere la pubblicità più visibile e pervasiva, ma soprattutto più mirata.

La possibilità di pubblicizzare un negozio solo a chi risiede in una certa zona, la possibilità di segnalare un prodotto o servizio solo a chi fa una certa professione, la possibilità di conoscere sesso, età e altri dati sensibili è la vera nuova frontiera dell’advertising.

Non si parla del classico spam che propone in maniera indistinta la vendita truffaldina di Rolex o Viagra, ma della creazione di un profilo per ogni consumatore, che possa permettere di indirizzargli una pubblicità personalizzata. Questa è la nuova frontiera verso la quale ci si sta muovendo.

Ciò può apparire estremamente complesso, ma esempi recenti mostrano come basti poco per ottenere informazioni personali, e come siamo pronti a “svendere” i nostri dati sensibili e troppo vulnerabili al social engineering.

Con questa locuzione inglese si indicano l’insieme delle tecniche psicologiche utilizzate per ottenere informazioni da una persona carpendone la buona fede. Per la serie: “Perché fare hacking, quando basta chiedere?”. E’ appunto domandando questi dati in cambio di qualcosa, che è molto facile ottenerli.

Questo è proprio ciò che succede ogni volta che, per accedere ad un sito, è richiesta una registrazione che va al di là del semplice fornire un nickname, una password e un indirizzo email (di norma necessario per evitare abusi e permettere la validazione della registrazione).

Quindi ogni volta che un sito necessita una registrazione nella quale si richiedano dati che non hanno alcuna plausibile giustificazione, ci si dovrebbe sempre chiedere: “A cosa gli servono?”

Sempre più siti, per concedere i loro servizi, richiedono di fornire dati sensibili in fase di registrazione. Tu come ti regoli?

Privacy: adottati dal Garante Provvedimenti contro trattamento illecito dati ‘SIC’

Privacy: Adottati Dal Garante Provvedimenti Contro Il Trattamento Illecito Dei Dati Provenienti Dai “Sic”  
  
(StudioCelentano.it) - ROMA. Completato il ciclo di ispezioni, avviate nell’ottobre 2005 per verificare l’osservanza delle regole contenute nel “Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilita’ e puntualita’ nei pagamenti”, il Garante ha adottato provvedimenti con i quali ha prescritto ad alcune societa’ che gestiscono i “sistemi di informazione creditizia” (Sic) misure per garantire il rispetto del codice di deontologia.
Dagli accertamenti effettuati sono emerse violazioni in particolare rispetto: alla comunicazione di dati contenuti nel sistema di informazioni creditizie a favore di soggetti non autorizzati, in particolare a vantaggio delle societa’ telefoniche in occasione dell’attivazione di contratti di abbonamento a servizi di telefonia (cosiddetto “post-pagato”); all’incompletezza dell’informativa resa agli interessati; all’inadeguatezza delle misure adottate nel fornire un idoneo riscontro alle istanze di accesso ai dati personali presentate dagli interessati; all’utilizzo (in un caso) delle liste elettorali per finalita’ di c.d. “allarme antifrode”; il trattamento (in un caso) di dati ulteriori rispetto a quelli necessari al fine di verificare la puntualita’ dei pagamenti.
Per quanto riguarda la comunicazione di dati personali (anche in forma di punteggi di sintesi) a vantaggio delle societa’ di telefonia, l’Autorita’ ha svolto ulteriori accertamenti anche presso queste ultime, dai quali e’ emerso che, in sede di conclusione del contratto, vengono effettuate verifiche sulla solvibilita’ ed affidabilita’ dei clienti, anche avvalendosi delle informazioni trattate da alcuni sistemi di informazioni creditizie.
Sono stati adottati, di conseguenza, sei distinti provvedimenti nei quali si e’ affermata l’illiceita’ trattamento dei dati provenienti dai Sic, raccolti per la diversa finalita’ di tutela del credito (e di contenimento del relativo rischio) e si e’ vietato ai gestori telefonici e ai “Sic” l’ulteriore trattamento di tali informazioni.
 

, , Colorado.edu, , , , , , , Columbia.edu, , , , , , , , , , Computer.org, , , , , , , , , , , , , , , , , Copyright.gov, , , , Cornell.edu, , , , , , , , , , , , CreativeCommons.org, , , , , , , Debian.org, , , , , , , , , , , , , , DHHS.gov, DHS.gov/dhspublic/, , , , DOI.gov, , , , , , , , , , , , , , , , , , Duke.edu, , , , ,